Trento, 26 settembre 2018 –  Va subito detto che il Contratto 2016/2018 contiene alcune novità rilevanti tra le quali, per esempio, si evidenzia l’istituzione del quinto gradone, voluto un po’ da tutti, per dare risposte ai più anziani, fermi da troppi anni in quarta fascia.

Nonostante gli aspetti positivi, resta il fatto che questo non è un buon contratto perché mancano troppe cose importanti, ma lascio ai colleghi del Sindacato la loro descrizione puntuale, mentre vorrei concentrarmi, brevemente, su un tema molto importante, contenuto nell’articolo 92, che tratta del cosiddetto “incentivo al ricambio generazionale” e che si rivolge ai dipendenti cui mancano due anni al pensionamento. Noi auspicavamo che essi, avendo un’età purtroppo sempre crescente, potessero godere di un alleggerimento dei carichi di lavoro, riducendo le ore normalmente previste. L’entità di tale alleggerimento poteva essere discussa, percorrendo diverse ipotesi, comunque ragionevoli, che dovevano essere a costo zero per il lavoratore. Diversamente quello che è contenuto nel contratto consiste in un intervento della Provincia, che si fa carico del differenziale contributivo fra tempo pieno e tempo parziale versato all’Inps direttamente dal dipendente. Ma la riduzione del tempo lavorato comporta la proporzionale riduzione della retribuzione netta.

Questa novità finisce quindi per essere riservata solo a pochi che possono permetterselo, giacché le retribuzioni dei normali dipendenti non sono certo quelle della dirigenza e i dipendenti, purtroppo, non sono quasi mai benestanti: basta per esempio dover pagare l’affitto di casa o il mutuo, oppure avere figli che sono all’università o, peggio, genitori anziani da assistere, per non potersi concedere il lusso di avere una paga ridotta. Se questo doveva essere il contratto del terzo millennio, siamo quindi ben lontani dalle premesse.

Altra nota dolente riguarda il Foreg che ho seguito direttamente al tavolo delle trattative. Ho scritto più volte nel merito, per cui, chi volesse documentarsi, troverà il tutto nei giornalini disponibili sul sito della Fenalt. In sintesi il nostro obiettivo era quello di rendere questo strumento contrattuale trasparente, alla luce del sole ed esente dai guasti che si erano costantemente verificati anche in tempi molto recenti. Noi chiedevamo una serie di dati che dovevano essere forniti ai sindacati analogamente a quello che succedeva in passato, con le dovute garanzie di riservatezza e, inoltre, la possibilità, da parte delle rappresentanze sindacali, di intervenire in casi di violazioni contrattuali, come quelle che si erano purtroppo verificate a danno dei dipendenti. Chiedevamo anche la massima trasparenza nei confronti dei dipendenti dei Servizi, così come avviene nei Comuni.

Su questi aspetti di trasparenza l’Amministrazione ha sempre opposto una resistenza assoluta, con concessioni insignificanti che rendono il lavoro di tutela dei sindacati per i dipendenti, in concreto, di difficile attuazione. Va detto che i rappresentanti delle altre sigle concordavano con noi su queste richieste, scontrandosi con un’Amministrazione che, fra l’altro, non rispondeva mai alle nostre lettere e guadagnava mesi per mettere i sindacati alle strette a fine percorso. In tutta sincerità avevo la preoccupazione che, prima o poi, si verificasse quanto visto troppe volte in passato secondo un ritrito copione, cioè che alla fine qualcuno firmasse comunque con una resa incondizionata all’Amministrazione. Purtroppo così è stato e di fronte alla proposta finale della controparte che ignorava le richieste più importanti, hanno firmato tutti. La Fenalt, però, non poteva firmare un accordo simile, peggiore del precedente e, coerentemente, non ha firmato. Anche in questo caso si è persa un’importante opportunità di rinnovamento, ma è evidente che mancano, a tutt’oggi, troppi elementi per ambire a tale traguardo.

Chiudo questo breve intervento con un doveroso ringraziamento per tutti i colleghi che mi hanno sostenuto, anche con validi suggerimenti, nella lunga vicenda contrattuale, così come mi ha fatto piacere anche il riconoscimento da parte della Segreteria, nel corso dell’Assemblea generale della Fenalt dello scorso 6 giugno, del mio impegno dedicato alla trattativa sul Foreg: sono un premio sempre gradito.

 

Mauro De Giorgio
rappresentante Fenalt – PaT