Trento, 4 ottobre 2018 – Le ultime notizie in arrivo da Roma sui temi caldi dei provvedimenti destinati a pensioni ed assistenza dicono che il Reddito di cittadinanza scatterà da aprile e le pensioni di cittadinanza da gennaio 2019 insieme a quota 100, con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Aleggia ancora qualche ombra sul requisito dei 41 anni di contributi versati per beneficiare del pensionamento.
Pensioni di cittadinanza e reddito di cittadinanza, come ha spiegato Luigi Di Maio, assorbiranno 9 miliardi di maggiore spesa, mentre un altro miliardo andrà al rafforzamento dei Centri per l’impiego. La pensione di cittadinanza, che porterà a 780 euro netti mensili ai trattamenti minimi e assegni sociali, dovrebbe interessare 6,5 milioni di soggetti, mentre “quota 100”, fa sapere il vicepremier Salvini, servirà per consentire almeno 400mila nuovi pensionamenti già nel 2019.  “Quota 100” non prevede penalizzazione, ma il requisito dei 38 anni di versamenti è fisso. Ancora non è chiaro se verrà sterilizzato o meno l’aumento di 5 mesi per il pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi da 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne) valido fino a fine anno. Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese come le pensioni) dovrebbe scattare in presenza di 4 requisiti, vale a dire ricerca attiva del lavoro, il completamento dei percorsi di formazione, l’involontarietà della disoccupazione e un determinato livello di reddito e ricchezza familiare misurata con l’Isee anche tenendo conto degli immobili di proprietà. Il ministro degli Interni ha anche annunciato un piano di assunzioni straordinarie per circa 10mila donne e uomini delle forze dell’ordine (spesa 1 miliardo).