Trento, 4 dicembre 2018 – Proprio mentre gira voce che per assecondare le richieste dell’Europa sul deficit, quota 100 debba essere ritoccata in direzione di un restringimento dei requisiti (i 62 anni di età e i 38 di contributi devono essere posseduti da almeno 2 anni), l’OCSE pubblica il suo report annuale dal titolo Pensions Outlook 2018 dal quale emerge che l’Italia è il Paese con il rapporto più alto fra pensioni di reversibilità e PIL, il 2,6% rispetto ad una media dell’1%. Dopo di noi la Grecia (2,55%), la Spagna (2,3%),  la Danimarca (2,0%). Mentre Germania, Francia, Svizzera e Giappone si collocano fra l’1 e il 2%; gli Stati Uniti, Israele ed altri 5 Paesi sono fra lo 0,5% e l’1%; Australia, Canada, Svezia e Regno Unito addirittura sotto lo 0,5%. Le forze sindacali italiane hanno così dovuto ribadire l’equità del nostro sistema di protezione dei “superstiti”.