Trento, 5 dicembre 2018 – Il rinnovo del contratto 2016-2018 del comparto Regione-Camere di Commercio è in stallo. Il nodo da sciogliere è rappresentato dal riconoscimento di una parte dell’anzianità di servizio al personale della giustizia transitato dall’1 gennaio 2018 nei ranghi della Regione.  Nei mesi scorsi Cisl, Uil, Asgb e Fenalt-Regione avevano trovato un escamotage per risolvere il problema: attingere temporaneamente dal fondo per la classificazione del personale le risorse necessarie a fronte dell’impegno dell’Amministrazione a rimborsarle in sede di assestamento di bilancio. La proposta pareva sensata, percorribile e compatibile con il valore attuale del fondo che, pur non essendo iscritto  a bilancio, tuttavia virtualmente riposa nelle casse regionali. Secondo l’Apran lo scoglio a questo punto è rappresentato dalla necessità di un provvedimento che autorizzi l’operazione e sancisca l’impegno politico a restituire i soldi, un impegno che solo la nuova Giunta regionale può assumersi, ma non essendo ancora costituita non resta che aspettare. Sull’altro punto tensione, invece, quello delle progressioni verticali del personale della Giustizia e della Regione (annualità 2016 e 2018), sembra essersi aperto uno spiraglio. La Giunta regionale precedente aveva autorizzato la procedura semplificata (corso con test finale), andando in parte incontro alle richieste del mondo della Giustizia che attende da un più di un decennio i passaggi di carriera e che per questo aveva richiesto un meccanismo solo per titoli (anzianità). Su questo punto  solo la Cgil è irremovibile: i passaggi per questa tornata vanno fatti per titoli. Va da sé che per uniformità di comparto il meccanismo che sarà adottato per la Giustizia dovrà essere esteso a tutto il personale. Ecco perché le progressioni 2016 e 2018 della Regione non sono ancora state fatte.