Trento, 23 dicembre 2018 – Nei giorni scorsi i ricercatori dell’Agenzia provinciale del lavoro hanno presentato i dati del 33° Rapporto sull’occupazione in Trentino. I numeri dicono che l’economia trentina nel 2017 è cresciuta per il quarto anno consecutivo con un Pil che ha messo a segno un + 1.6% grazie al trend nazionale e internazionale, ai consumi dei residenti (+1,36%), all’export e ai turisti, che sono in aumento (arrivi +4,8% su 2016). Il settore economico trainante è, appunto, il turismo e accanto ad esso il manifatturiero. Il 19% del fatturato totale del 2017 è venuto dalle esportazioni, cresciute del 4,5%. La domanda interna ha generato il 52,9% ed è pressoché stabile. Questo il quadro economico, nel complesso positivo, in cui il rapporto inserisce i dati sull’occupazione. Si tratta di cifre che restituiscono l’immagine di un territorio che per il momento non presenta segnali di particolare sofferenza nel campo occupazionale. Nel 2017, nonostante un calo dell’agricoltura e nell’estrattivo, le assunzioni in provincia di Trento sono state 144.023, ovvero il 7,6% in più rispetto al 2016 portando gli occupati ad un livello superiore a quello pre-crisi (+6,6% rispetto al 2007). Calano anche i disoccupati (-15,7% su base annua) che si attestano a quota 14.300. L’occupazione cresce nei numeri, ma cala nella qualità, perché è soprattutto a tempo ridotto e con molta precarietà. Nel 2017 ha un lavoro stabile l’80% degli occupati dipendenti, contro l’84,3% del 2007. La disoccupazione cala anche per una riduzione della partecipazione al lavoro (ovvero molte persone smettono di cercare lavoro). Un dato molto interessante è che il numero di occupati nel 2017 è addirittura superiore del 6,6% a quello pre-crisi, ovvero quello del 2007