Trento, 28 gennaio 2019 – Dal lontano 1971  la Camera di Commercio di Trento scatta una fotografia del settore industriale trentino riferito al mese di giugno di ogni anno.  Nell’indagine rientrano solo le industrie con più di 10 dipendenti  che in Trentino sono 584 ed occupano 29.945 addetti. A fronte di un calo delle aziende nell’ultimo anno (-17 unità),  cui si contrappone una sostanziale tenuta degli occupati, ciò che emerge sul lungo periodo è la progressiva richiesta di capitale umano con maggior qualificazione: è aumentata nel settore industriale la proporzione di addetti in possesso di un diploma di scuola media superiore (raddoppiati rispetto ai primi anni 90) e, parallelamente, di coloro che sono in possesso di un diploma di laurea (quintuplicati rispetto ai primi anni 90). Sotto il profilo strutturale va sottolineata la ridotta dimensione occupazionale delle industrie locali che per il 73,1% annoverano fino a 50 dipendenti. Quelle di media dimensione (da 51 a 200 dipendenti) sono il 22,4% e quelle con oltre 200 dipendenti il 4,5%. Per quanto riguarda il processo di internazionalizzazione, l’indagine conferma che la provincia di Trento ha strutturalmente una bassa propensione a esportare (l’incidenza dell’export sul Pil nel 2016 è pari al 17,8%, mentre nel Nord Est è pari al 35,0%) e che una quota rilevante dell’export provinciale è determinata da un ristretto numero di imprese medio-grandi. Sono state rilevate 303 aziende esportatrici, pari al 55,5% del totale settoriale, con una quota di export sul fatturato pari al 38,1%. Per avere un’idea della dimensione dato si tenga presente che, fra tutti i comparti, le imprese in Trentino sono circa 50mila.