Trento, 6 marzo 2019 – Alcuni giorni fa l’Agenzia del lavoro di Trento ha reso noti i dati sulla situazione occupazionale in Trentino nei primi undici mesi del 2018 (vedi tabella in foto). In novembre dello scorso anno si è registrato per la prima volta nel 2018 un calo nella domanda di lavoro delle imprese trentine. La flessione delle assunzioni, rispetto a novembre 2017, è di 312 unità, per una variazione del -3,6%.

Nel più lungo periodo, undici mesi 2018 su undici 2017, la domanda di lavoro non manca, ma non mancano neppure le cessazioni: l’aumento delle assunzioni supera le 16.500 unità e la variazione è del +13,5%.
Più dei due terzi di quest’aumento si deve però alla sola agricoltura (+11.253 assunzioni e +74,3%). Settore che dopo i danni causati nell’anno precedente dalle cattive condizioni atmosferiche, si riporta sui consueti fabbisogni di personale. Altro settore che conosce un momento positivo è quello secondario che tra gennaio e novembre del 2018 vede un aumento dei posti di lavoro di quasi 1.100 unità. In buona salute anche il terziario con un +4.198 unità. A novembre, invece, si conferma per il quarto mese consecutivo il calo delle assunzioni nel manifatturiero e ciò fa sì che anche nel lungo periodo le stesse diminuiscano dello 0,4%. Male anche i pubblici esercizi che presentano un calo dei posti di lavoro di 10.512 unità.

In sintesi, sul fronte dei saldi occupazionali (differenza fra ingressi e uscite dal mondo del lavoro), le cessazioni superano ancora le  assunzioni per 4.976 unità: questo fa sì che la differenza fra i saldi occupazionali dei primi undici mesi del 2018 e quelli dei primi undici mesi del 2017 sia negativa per un valore pari a 1.171 unità. In altre parole, se i dati di dicembre scorso non saranno positivi per effetto delle assunzioni stagionali nel settore turistico, in due anni in Trentino sono venuti meno quasi 1200 posti di lavoro.