Trento, 13 marzo 2019 – E’ di un paio di giorni fa la notizia dell’ennesimo infortunio sul lavoro nei boschi. Un aspetto grave riguarda il fatto che il lavoratore era al suo primo giorno di lavoro: non è certo la prima volta che accadono infortuni gravi nel primo giorno di lavoro e ci chiediamo quale tipo di informazione, formazione e addestramento poteva avere un lavoratore straniero neo-assunto. La normativa antinfortunistica prevede di fare la formazione all’atto dell’assunzione e di essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria prima di essere adibiti al lavoro. Due obblighi di primaria importanza per evitare gli infortuni.
Leggiamo oggi la lunga intervista del Direttore dell’UOPSAL Graziano Maranelli che ci lascia stupiti. Da tempo Fenalt lamenta una disorganizzazione cronica della reperibilità degli ispettori dell’UOPSAL e invece apprendiamo che il Dirigente si vanta di aver istituito una reperibilità sulle 24 ore per sette giorni lavorativi. I tecnici dell’UOPSAL montano infatti alle 8.00 di mattina del lunedì della settimana e smontano dal servizio alle ore 8.00 del lunedì della settimana successiva. Questa organizzazione è illegittima: totalmente irrispettosa dei diritti dei lavoratori, della salute e sicurezza degli stessi delle norme sull’orario di lavoro e del contratto provinciale del comparto sanità. Una situazione che è nota anche al Direttore Generale dell’Azienda, Paolo Bordon, che fino ad ora non è però non ha dato l’input per trovare a breve una soluzione organizzativa adeguata. Il Sindacato ha anche fatto delle proposte concrete, ma tutto tace e a nulla è servito aver proclamato lo stato di agitazione del personale nell’ottobre del 2018. Promesse tante, fatti zero. A questo punto chiediamo pubblicamente l’intervento del Presidente della Provincia, Fugatti, e dell’Assessore alla sanità Segnana per risolvere la questione.
Non si può più tergiversare, i lavoratori sono stanchi, vogliono le risposte attese. Per questo riprenderanno a breve le iniziative di protesta.
Il Direttore dell’UOPSAL indica che viene fatta puntualmente la programmazione dell’attività nel settore edile e agro-forestale senza però indicare i reali numeri dell’attività a consuntivo. Qui manca totalmente la trasparenza verso le OO.SS. dei lavoratori e delle imprese.
Il Dirigente parla anche di un’attività di prevenzione ad hoc nel settore forestale. Si tratta di un’attività gestita senza una precisa competenza; infatti non sta certo avendo grande successo, basti pensare che anche l’ultimo evento programmato a Trento per il 14 marzo è stato annullato per mancanza di adesioni. Ci viene riferito che uno dei motivi dello scarso interesse è dato dal fatto che lo spazio per le misure di prevenzione è ridotto, mentre le relazioni si basano sul metodo INFORMO dell’INAIL. Quest’ultimo sistema di monitoraggio statistico serve all’INAIL per raccogliere dati da molte ASL e in prospettiva verosimilmente per adeguare le tariffe assicurative obbligatorie per legge agli scenari di rischio delle imprese con probabili aumenti dei costi diretti per le stesse imprese. Ma ai lavoratori forestali sentire informazioni statistiche e metodi Inail di valutazione degli infortuni interessa poco. Le mancate adesioni e le critiche che ci sono pervenute lo dimostrano: per fare formazione al settore forestale ci vuole ben altro! Le imprese del settore hanno bisogno di avere supporto operativo e concreto per garantire la sicurezza in scenari che di per sé sono già ad alto rischio in condizioni normali, figurarsi nelle attuali fasi in cui sono presenti milioni di alberi già schiantati a terra e in precarie condizioni di stabilità.

Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt