Trento,  25 marzo 2019 – Se ne è parlato tanto e adesso il taglio delle pensioni d’oro si avvicina. Giusto o sbagliato che sia, non sta a noi dirlo, ma certo vale la pena di ricordare che, se esistono le pensioni d’oro, allora esistono anche gli stipendi d’oro, soprattutto ne pubblico impiego, e se si assume che un certo principio di equità debba essere fatto rispettare, non si capisce perché non si possa intervenire anche lì con qualche ulteriore correttivo rispetto ai tetti, abbastanza “alti” imposti nel passato. Ma questa è un’altra storia. Per ragioni politiche i tagli alle pensioni d’oro scatteranno soltanto a giugno dopo le elezioni europee. Su un assegno di 120mila euro lordi l’impatto della stretta varata dalla legge di bilancio 2019 sarà di 131,50 Euro al mese per 13 mensilità, da far valere retroattivamente a partire dal mese di gennaio. I pensionati d’oro in Italia sono circa 24mila. Per dare un’idea dei tagli pubblichiamo la tabella apparsa oggi su Il Sole24Ore di lunedì 25 marzo a pg 10 nell’articolo dal titolo “Doppia stretta sulle pensioni d’oro” di Davide Colombo e Matteo Prioschi che ripropone quella di Alessandra Del Boca contenuta ne suo volume “L’inganno generazionale”, ed. Egea 2018.