Trento, 3 aprile 2019 – Dal 2007 ad oggi il reddito degli italiani ha subito un drastico calo. Non possiamo certo dire che la crisi finanziaria del 2008 e la crisi del debito del 2012 non abbiano lasciato segni. Nel calcolo del Ministero dell’economia e della finanze, che tiene conto dell’inflazione, il reddito medio 2017 indicato dagli italiani nelle dichiarazioni dello scorso anno, risulta inferiore a quello del 2007 del 3% circa. Siamo un Paese con il PIL a crescita zero e gli stipendi che stanno arretrando. Il segno meno caratterizza tutte le regioni italiane, tranne una: il Trentino Alto-Adige dove il contatore segna un +3, 2%. Sarà l’economia legata al mondo tedesco  che è sempre un ottimo traino (la Germania è il primo mercato europeo per il Trentino Alto Adige) o saranno i meccanismi dell’Autonomia che consentono di reagire prima e meglio ai contraccolpi della fortuna, vero è che altrove le cose vanno in modo molto diverso: si va dal calo di uno 0, 6% del Friuli Venezia Giulia al tracollo della Sicilia dove gli stipendi sono mediamente calati del 7, 2% o della Campania che ha messo a segno un – 6, 9%. Al Sud il reddito medio è di 16mila Euro contro gli oltre 23mila dichiarati al Nord. Tutto ciò ha comportato un calo per il Paese di 5miliardi in termini di minori entrate per il 2017. Se consideriamo che l’impennata dello spread verificatasi con la nomina del nuovo Governo ha portato a 900milioni di Euro in più di interessi sul debito nei soli primi tre mesi del 2019 e che le entrate sono in calo per effetto della riduzione dell’imponibile IRPEF, non ci attendono tempi molto allegri.