Trento, 7 aprile 2019 – Perché il debito pubblico si è formato? Perché rallenta la crescita? Come fare a ridurlo? Perché la sua sostenibiltà è importante per il futuro del Paese? In “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene” edito da Feltrinelli (2018, 165 pagine), Carlo Cottarelli accompagna il lettore, con un linguaggio piano e privo di tecnicismi, in un percorso alla scoperta dell’economia di un Paese fortemente condizionata dal suo debito pubblico. Lo fa con la sua consueta precisione, alimentata dal gusto della conversazione che appartiene a chi non vuole convincere, ma semplicemente spiegare come funzionano le cose. L’esperienza, maturata al Fondo monetario internazionale come responsabile del Dipartimento di Finanza Pubblica, illumina le pagine con esempi e confronti propri di chi ha potuto studiare il problema dei debiti pubblici a livello globale. L’indipendenza da qualsiasi parte politica e la competenza acquisita negli anni come economista in prima linea nell’affrontare le principali crisi del secolo, rendono l’agile volume ancora più prezioso e godibile.