Trento, 27 aprile 2019 – Nel report dedicato al “Futuro del lavoro”, pubblicato in questi giorni dall’Ocse, si rileva che il 14% dei posti di lavoro oggi esistenti  nei Paesi più industrializzati è ad “alto rischio di automazione”, ovvero a rischio di scomparire per effetto dell’evoluzione tecnologica. In Italia i posti “ad alto rischio di automazione” sono il 15,2%, un po’ sopra la media Ocse. Sempre in Italia si stima che il 35,5% dei posti di lavoro saranno soggetti a cambiamenti sostanziali che richiederanno l’acquisizione di nuove competenze per essere ancora competitivi. Tra i 36 Paesi più industrializzati considerati dal report l’Italia è anche il Paese che ha la quota più alta (12,2% nel 2017) di lavoratori sottoccupati, cioè che dichiarano di lavorare meno di quanto vorrebbero (media Ocse 5,4%). Percentuale che in dieci anni è più che raddoppiata (5,6% nel 2006). Tra questi le categorie più penalizzate risultano i giovani e le donne. L’Ocse riconosce che il modo migliore per difendere i posti di lavoro dal rischio di obsolescenza è la formazione. Ma la situazione nel merito non è rosea. Nei Paesi Ocse in media il 40% dei lavoratori partecipa a corsi di formazione, ma la quota è più limitata fra i lavoratori a bassa qualifica o con contratti atipici, ossia quelli che ne avrebbero più bisogno. In Italia solo il 60% delle imprese con meno di 10 dipendenti (ovvero la gran parte delle imprese italiane) offre formazione continua ai propri dipendenti contro una media Ocse del 75, 2%. Secondo il report la contrattazione collettiva dovrebbe diventare uno strumento utile per integrare le politiche pubbliche con misure volte a difendere i posti di lavoro attraverso percorsi formativi qualificanti. L’Ocse ricorda infatti che l’evoluzione tecnologica fa scomparire i posti di lavoro non più al passo con i tempi, ma ne crea altri di nuovi che richiedono nuove competenze. Saper approfittare in termini occupazionali dei cambiamenti tecnologici significa in primis fornire ai lavoratori la formazione più adatta per gestirli.