Trento, 10 giugno 2019 – I segnali di rallentamento della crescita europea si fanno sempre più consistenti. L’economia tedesca registra un marcato raffreddamento. Lo dice la Bundesbank, che ha tagliato le stime di crescita allo 0,6% nel 2019 rispetto all’1,6% precedentemente indicato e all’1,2% nel 2020 rispetto all’1,6% precedente. Che i segnali non siano positivi lo certifica il calo della produzione industriale tedesca: ad aprile è scesa dell’1,9%, ben più delle attese degli analisti che indicavano un calo dello 0,5%. L’ industria manifatturiera mostra un arretramento in tutte le attività: beni capitali -3,3%, semilavorati -2,1%, beni di consumo -0,8% ed energia -1,1%. Se la locomotiva tedesca non tira più, quella italiana avanza a singhiozzo. Bankitalia aggiorna al ribasso le stime sul Pil per il 2019-2020. L’istituto centrale prevede così un aumento dello 0,3% del Pil quest’anno, dello 0,7% nel 2020 e dello 0,9% nel 2021. Si direbbe però che sia l’intera economia europea sia in affanno. La Banca Mondiale ha rivisto le stime sul 2019 e mentre ha confermato il 2,5% degli Usa, limato al 6,2% (-0,1%) la crescita della Cina, ha tagliato di uno 0,4% quella dell’ Eurozona, all’1,2%. Lo scenario desta serie preoccupazioni per la tenuta dei livelli occupazionali in tutto il continente e soprattutto nel nostro Paese. Nei prossimi mesi vedremo se l’occupazione risentirà, e in che misura, del progressivo rallentamento della crescita.