Trento, 19 giugno 2019 – La Fenalt risponde con un’intervista del vice-segretario generale Roberto Moser, apparsa sulle colonne del quotidiano l‘Adige in edicola oggi,  alle dichiarazioni del direttore di Upipa, Massimo Giordani, che nei giorni scorsi ha attribuito la carenza di operatori socio-sanitari ed infermieri nella nostra provincia anche al fatto che qui le scuole di formazione sarebbero più severe che altrove. Moser riporta al centro della questione il rinnovo contrattuale, il cui tavolo è stato rilanciato in questi giorni: “Riaprendo il contratto con un approccio e una visione diversa, possiamo rendere più attrattivo il mondo delle Apsp (n.d.r. Case di riposo). Noi siamo disposti a metterci in gioco su questo. Non ci stiamo se il tutto si riduce a dire che in Trentino si debbono fare scuole all’acqua di rose. Vogliamo mantenere la professionalità che oggi in Trentino ci distingue”.  Il vice-segretario ricorda poi l’impegno di Fenalt a favore della difesa delle condizioni di lavoro degli operatori delle Case di riposo: “Come Fenalt è da anni che parliamo di carenze infermieristiche e da qualche anno anche di carenza di operatori socio-sanitari, i quali – se hanno l’occasione – vanno a lavorare in azienda sanitaria lasciando le Apsp. È nostro dovere cercare di avvicinare il più possibile il contratto delle Apsp a quello dell’Apss”. Sul fronte del contratto sanità che in questi giorni è tornato alla ribalta dopo la ripresa delle trattative fra sindacati ed Apran, va registrata l’ennesima  riunione interlocutoria in cui ognuno ha ribadito le proprie posizioni. Il contratto riguarda 7000 lavoratori non medici del settore ed è relativo al triennio 2016-2018.