Trento, 12 agosto 2019 – Entro pochi mesi Fenalt consegnerà la propria piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto che formalmente partirà dall’1 gennaio 2020, costruita sulla base delle segnalazioni dei delegati e dei lavoratori. Preme, inoltre, ricordare che fra gli aspetti rilevanti che andranno affrontati in futuro, ci sarà anche l’accordo Foreg stipulato senza l’appoggio di Fenalt lo scorso 13 giugno. L’accordo decentrato concerne la quota obiettivi specifici per l’anno 2019. Di seguito si propongono alcune considerazioni, condivise con il nostro dirigente Mauro De Giorgio che si ringrazia per il contributo e per aver seguito la trattativa.

L’accordo così come è stato concepito ha sancito sia l’impossibilità del sindacato di di intervenire adeguatamente nelle situazioni di maggior criticità, per esempio quelle che si sono verificate, anche nel recente passato, a danno di non pochi dipendenti, che hanno comportato lo svilimento delle fondamentali funzioni di tutela dei lavoratori e di controllo sulla corretta applicazione degli accordi sottoscritti.

Fenalt, dopo aver portato avanti una battaglia per la trasparenza, ha alla fine, motivatamente abbandonato la trattativa, di fronte alla totale chiusura della controparte opposta alle richieste formulate. Tali richieste, citiamo le più importanti e fondamentali, si possono sintetizzare in due punti:

  1. I dati sulle indennità, forniti al sindacato, redatti, secondo la proposta della controparte, in una forma illeggibile, inutile e ridicola, vanno implementati con l’indicazione, almeno, della categoria, del profilo e del livello del dipendente percettore dell’indennità; questo anche senza volere tener conto dell’esistenza di notevole giurisprudenza che ha sancito, molto chiaramente, che disporre dell’informazione sui nominativi e sui compensi accessori percepiti dal lavoratore è un diritto del sindacato, quale garante della corretta applicazione degli accordi sottoscritti, e non può trovare limitazione nella tutela dei dati personali previsti dalla legge sulla privacy.
  2. L’inserimento di un comma (per esempio all’articolo 6 dell’accordo) che prevedesse la possibilità per le Organizzazioni sindacali  in caso di problematiche, riguardanti la corretta applicazione dell’accordo, che si verificassero in qualche struttura, di essere ricevute, su richiesta, in apposita riunione, dal dirigente interessato. Questo punto avrebbe avuto lo scopo di consentire al sindacato un intervento, in casi mirati, per tutelare i lavoratori, anche alla luce, come detto sopra, di episodi recenti di particolare gravità. Perché il sindacato deve essere convocato in base ad una norma scritta e non per la cortesia del dirigente, come prospettatoci al tavolo.

A tutte queste richieste, come detto, la controparte ha opposto, un netto rifiuto, mettendo alla firma la propria bozza. È chiaro, pertanto, l’obiettivo perseguito, ovvero quello di privare il sindacato di ogni possibilità di svolgere le proprie funzioni correttamente e, naturalmente, quello di dare alla dirigenza pieni poteri sul tema.

Al tavolo il Sindacato rappresentava non solo i numerosi dipendenti iscritti, ma anche quelli non iscritti, che in questi mesi, così come in precedenza, ci ci hanno chiesto di andare avanti su questa linea di rinnovamento e trasparenza.

Mettendo la firma a quest’accordo, così come richiesto dalla controparte, avremmo colpevolmente avallato una tendenza molto dannosa per i lavoratori che, al contrario ci proponiamo di contrastare nel loro interesse e a difesa delle prerogative sindacali.

 

BUONA ESTATE A TUTTI!

Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt
Mauro De Giorgio Delegato Fenalt – PaT