Trento, 3 ottobre 2019 – Come di consueto, alla cronaca nera tristemente folta ed attuale degli infortuni sul lavoro, fanno seguito interventi volti a denunciare la carenza di prevenzione e di cultura della sicurezza.

Come sindacato maggiormente rappresentativo fra gli ispettori UOPSAL non possiamo che denunciare come in base alla nostra percezione e a quella dei nostri iscritti, questa tematica non sia tenuta in particolare considerazione né da parte d APSS né da parte della politica trentina che dovrebbe dare idonee direttive e conseguenti risorse all’APSS.

Constatiamo e denunciamo da anni che il personale è ridotto all’osso, dovendosi alla fine spendere più in attività di collaborazione con l’apparato giudiziario, ad infortunio avvenuto, piuttosto che in attività di controllo e prevenzione. Ci attenderemmo quindi un intervento dell’assessore Segnana che ci conforti sulla sua sensibilità al tema e convochi un incontro con APSS e Sindacati interni per verificare quanto stiamo da tempo sottolineando.

La scarsità di personale, le modalità organizzative carenti e addirittura le dotazioni obsolete ed insufficienti dipingono un quadro della situazione tutt’altro che indice di un interesse prioritario da parte dell’APSS.

Segnaliamo inoltre un malcontento crescente degli operatori che si trovano a far fronte a situazioni di interventi frequenti e complessi in condizioni di precarietà organizzativa, con notevoli responsabilità personali come ben si può immaginare nel corso delle istruttorie per le indagini della Procura. Non a caso da alcuni mesi abbiamo dichiarato lo stato di agitazione del personale (non supportati da nessun altro sindacato) e se nelle prossime settimane non avremo segnali positivi è inevitabile che si passi alle azioni di protesta.

Forse è tempo di scandalizzarsi di meno, di fare meno slogan, di illuderci di meno e di iniziare a riorganizzare il servizio partendo dalle esigenze di chi ci lavora.