Trento, 8 novembre 2019 – Addio ad ogni rinnovo contrattuale: pare essere questa l’unica considerazione plausibile a fronte dell’atteggiamento assunto dalla Giunta provinciale. Invece che concessioni sul fronte sindacale il Governo provinciale ha preferito contribuire con il 50% del costo a prestazioni di Sanifonds con la previsione di erogazioni a favore dei familiari degli iscritti, su base volontaria, al costo di 75 euro l’anno di cui 37,5 provenienti dalle buste paga dei lavoratori. Se non altro il meccanismo è su base volontaria e almeno si può decidere se aderire o meno.
Sulla questione Sanifonds è opportuno richiamare l’attenzione per sgomberare il campo dagli equivoci di questi giorni. La Fenalt è consapevole del fatto che non è Sanifonds che ha suggerito alla Giunta di farsi surroga del nostro rinnovo contrattuale, ma che si è trattato solo ed esclusivamente di una scelta politica. Di contro, l’assessore Spinelli ha affermato, su domanda specifica, di aver concordato questa linea di welfare con i vertici di Sanifonds.
La strategia di impiego delle risorse del fondo non è affatto convincente per quanto ci riguarda, pur se nel tempo sono stati fatti cambiamenti apprezzabili. Speriamo ce ne siano altri in direzione di un impiego meno legato a necessità correnti e più rivolto a situazioni di maggiore gravità.
Insomma, grazie a questo meccanismo, per il futuro contratto i dipendenti pubblici trentini ci guadagneranno solo se avranno qualche grana di salute. Una specie di lotteria del macabro.
D’altra parte davanti a dichiarazioni come quella del Presidente della Giunta Fugatti che ritiene sufficiente il precedente rinnovo del contratto invitandoci ad accontentarci, non resta che piangere sulla tomba delle relazioni sindacali.
La nostra dignità è calpestata: altro che Bolzano, dove la Giunta ha proposto il 4,8%, altro che Italia, dove sul piatto ci sono 80-90 euro al mese pro-capite in tre anni; l’autonomia trentina non ha partorito nulla.
La Fenalt è altrettanto netta nell’esprime la propria opposizione all’idea di non procedere con le sostituzioni di chi andrà in pensione. La macchina amministrativa trentina ha un’età del personale avanzata e ha bisogno di risorse giovani e culturalmente attrezzate ad affrontare i cambiamenti tecnologici e sociali del mondo contemporaneo. La sola idea di procedere ad un “efficientamento della macchina pubblica” per consentire un adeguamento del personale agli standard tecnologici in continuo mutamento ci sembra l’ennesima occasione per bruciare risorse in cambiamenti gestionali ed organizzativi che creeranno scompensi ed inefficienze.
Le idee camminano sulle gambe della gente e il mondo della PA ha bisogno di giovani ingegneri e di laureati nel mondo della comunicazione per aprirsi alla contemporaneità e ripristinare un rapporto di fiducia basato su un diverso approccio con la società.
A fronte di una situazione che oggi sul piano delle relazioni sindacali consideriamo drammatica la Fenalt rinnova l’appello – lanciato anche in occasione del precedente rinnovo contrattuale – all’unità del mondo sindacale trentino per far fronte compatta all’arroganza di questa Giunta.
Trovare le ragioni che ci uniscono anziché quelle che ci dividono deve essere l’imperativo di questo momento. Esistono già segnali confortanti in questa direzione. La compattezza sindacale è la strada migliore per affrontare un momento così complesso.
Siamo pronti a portare i lavoratori in piazza per smascherare la retorica di una politica che vive di promesse, ma che di fatto calpesta i più elementari diritti sindacali 

Per la Segreteria di Fenalt
Maurizio Valentinotti