Trento, 16 novembre 2019 – Dopo tre anni di crescita l’economia trentina sembra preannunciare una battuta d’arresto. Lo dicono i dati del rapporto di Banca d’Italia che partendo dall’andamento dei prestiti bancari alle imprese fa luce su tutta l’economia del territorio: in Trentino nei primi sei mesi dell’anno i prestiti sono calati dello 0,8%, a Bolzano sono aumentati del 4,2%. Perché? Le ragioni vanno cercate nella diversa risposta che Trento e Bolzano hanno saputo dare alla frenata dell’economia tedesca. Mentre Bolzano è riuscita a diversificare meglio i mercati di sbocco puntando soprattutto verso l’area extra EU (+13,1% nei primi sei mesi del 2019) con l’exploit dell’Asia (+12,1% nei primi sei mesi del 2019) e degli Stati Uniti (+6,6% nei primi sei mesi del 2019) a fronte di un calo della Germania (-2,1%), Trento è rimasta invischiata nei problemi della locomotiva tedesca rivelando una maggiore sofferenza con un calo delle esportazioni verso la Germania del 9,1% nei primi sei mesi del 2019, dell’1,5% verso i Paesi UE e con una crescita del 4,8% verso l’extra UE, dato che se in assoluto non è male è molto distante da quello di Bolzano. Nel complesso nel primo semestre del 2019  l’export trentino è aumentato dello 0,3%, quello altoatesino dell’1,8%. La migliore vocazione alle esportazioni di Bolzano ha fatto la differenza e i crediti bancari alle imprese riflettono questo andamento. Inoltre – secondo i dati della Banca d’Italia – oltre il 90% delle imprese bolzanine prevede di chiudere il 2019 con una redditività soddisfacente contro l’83,2% di quelle trentine. A Bolzano il tasso di occupazione è al 73%, a Trento al 68%.