FORESTALI PAT: IL TEMA DELLE PROGRESSIONI

Forestali Pat
| 3 gennaio 2020

Trento, 3 gennaio 2020 - Relativamente al contratto 2016-2018 e con riferimento al mondo forestale resta ancora aperta la questione della V^ posizione retributiva per il personale del Corpo Forestale Trentino. La PaT ha proposto di istituire questa ulteriore posizione retributiva (e fin qui siamo d'accordo), ma senza prendere in considerazione le particolarità del nostro ordinamento professionale, che è molto differente dal restante comparto del pubblico impiego. Infatti, per quanto riguarda le Qualifiche Forestali, l'accesso alla IV^ posizione retributiva (sia nel C base che nel C evoluto) avviene solo per procedura concorsuale e in numeri molto limitati decisi dall'Amministrazione. Basta dire che attualmente, su un organico di neanche 170 dipendenti, solo 15 persone sono inquadrate in IV^ posizione. Istituendo la V^ fascia retributiva logicamente avrebbero diritto alla progressione solamente pochissime persone e verrebbe snaturato il principio secondo il quale è stato istituito questo aumento salariale. La V^ posizione è stata creata con l'intento di retribuire ulteriormente i dipendenti in conseguenza delle ultime riforme pensionistiche, che ci vedono lavorare fino ad un'età sempre maggiore. Accettando l'ipotesi di accordo così come ci viene sottoposta, per la maggior parte dei Forestali non cambierà nulla e nella migliore delle ipotesi alla fine della carriera lavorativa un normale dipendente sarà inquadrato in III^ fascia retributiva (ricordiamo che fino al 2014 non era previsto nemmeno l'accesso a quest'ultima e quasi la totalità dei dipendenti è andata in pensione inquadrata in seconda posizione retributiva). È stato molto faticoso far capire ad Apran la logica di questo ragionamento, che inizialmente non voleva sentire alcuna riflessione. In seguito abbiamo avuto piccole aperture sulla possibilità di un'ulteriore progressione nel C base, ma sempre scaricando la responsabilità alla Giunta provinciale che nelle sue direttive non prevede modifiche all'ordinamento. Proprio a questo invece vogliamo mirare, perché ci sembra ora di fare un ragionamento più complessivo che supera la questione V^ posizione retributiva e riordina in maniera logica il nostro ordinamento professionale. Purtroppo non troviamo appoggio negli altri sindacati (o perlomeno non con tutti), che più o meno esplicitamente spingono per la chiusura del tavolo, sostenendo che sono risorse economiche disponibili subito e che vanno accettate a prescindere. Siamo convinti che la questione non si fermi solo al lato economico e che vada ripreso in mano l'ordinamento professionale per portarlo in linea con il restante comparto nazionale, il quale è stato e deve essere il nostro principale riferimento. Se ci fosse una situazione di compattezza tra le sigle sindacali siamo certi che questa nostra idea troverebbe applicazione, in quanto oggi abbiamo un ordinamento professionale che lega i gradi alle varie fasce retributive e questo legame oggi ci pone delle grosse limitazioni.

di Diego Taufer

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