GLI AUGURI DI NATALE DEL SEGRETARIO MAURIZIO VALENTINOTTI

Ricorrenze
| 23 dicembre 2020

Cara/o collega,

stiamo vivendo un evento che, come accaduto raramente, ha messo in grave difficoltà l’intera popolazione mondiale. Non è la prima volta che ci sono gravi accadimenti nella storia, ma quello che ora risulta chiaro è che questa nostra ospitale Terra comincia ad essere piccola e ogni evento negativo che riguarda una collettività, si riflette o si propaga su tutto il globo.

Salute, cura dell’ambiente, economia, situazione politica e conflitti... non sono mai fenomeni di esclusivo interesse locale, hanno valenza globale. Speriamo che lo capiscano quelli che tirano i fili delle scelte nei propri territori, perché quei fili rischiano di stiracchiare o scucire la coperta che ci copre tutti.

Ma è altrettanto evidente ora che non sfuggiamo alle nostre responsabilità individuali perché per evitare o superare le difficoltà, l’apporto di ognuno è fondamentale, e la trasgressione di pochi vanifica gli sforzi di tanti. Se si fosse maturata la consapevolezza di ciò avremmo fatto un passo avanti senza precedenti.

Venendo poi al nostro spazio di azione come Sindacato, da questo grave avvenimento abbiamo potuto capire altre due cose importanti. Innanzitutto che chi ha in mano il potere di fare scelte o di gestire le attività, fa la differenza. A partire dai governi nazionale e provinciale che, se hanno anche saputo fare scelte che hanno contenuto i danni, non hanno certo saputo essere previdenti, né nella prima fase, arrivando completamente impreparati come se gli allarmi lanciati dal mondo o, per quel che ci riguarda, dal resto d’Italia, fossero solo da “scongiurare”, né ancor più colpevolmente nella seconda fase. Neppure hanno fatto bella figura quelle opposizioni di tutti i colori che si sono dimostrate spessissimo specialiste della strumentalizzazione, stufando gli Italiani e i Trentini.

Entrando poi nel dettaglio dei settori più colpiti (APSP e Aziende Sanitarie) abbiamo potuto appurare che dove c’è stato un management attivo e intelligente, i danni si sono evitati o limitati, mentre al contrario non sono state perdonate le leggerezze e l’incapacità di ignoranti e pigri.

Quindi, altro insegnamento di cui dobbiamo fare tesoro: è indispensabile un rinnovamento della classe dirigente che deve essere preparata e lungimirante, capace di gestire responsabilmente situazioni difficili, perché per gestire le situazioni facili siamo capaci tutti.

E finisco: mai come ora si è capito quanto conti il lavoro delle persone! A partire ovviamente da chi è stato in prima linea, spaventato, magari malato, spesso abbandonato senza direttive precise (quando non contrastato.. si pensi a quei geni di Amministratori che vietavano le mascherine agli operatori per non creare allarme!), impegnati fino allo sfinimento, con una grandissima carica di coraggio e umanità. Cosa facile da dire e purtroppo, abbiamo visto, anche da dimenticare…

Ma anche gli altri lavoratori che hanno subito momenti di contrazione del proprio reddito (anche nel settore pubblico c’è chi ha dovuto stare a casa senza retribuzione o con riduzioni importanti per accudire ai figli in assenza di scuole ed asili) e sono stati capaci di adattarsi ad un modo di lavorare che nel complesso, con alti e bassi a seconda dei settori, ha potuto garantire i servizi senza gravi disagi aprendo anzi la strada ad un miglioramento complessivo cui si potrà arrivare se il processo della digitalizzazione sarà veloce e gestito in modo intelligente, coinvolgendo i lavoratori (magari ricostruendo organici adeguati) e anche gli utenti.

Purtroppo, saranno proprio i lavoratori a subire le conseguenze peggiori di questa periodo di crisi. Ovviamente a partire da chi ha perso il lavoro o si è trovato, con la propria attività autonoma, in forte e talvolta irrimediabile crisi. Ci auguriamo che chi ci governa sappia compiere scelte per aiutare sia gli imprenditori e sia i lavoratori, con una politica mirata di aiuti, equa e che non pesi troppo su pochi e tanto su tanti.

Per quanto riguarda il pubblico impiego del Trentino, salta subito all’occhio un fatto gravissimo: per la prima volta nella storia, dopo anni di un continuo livellamento verso il basso, i lavoratori del Trentino sono stati dimenticati e non sono previste risorse per il rinnovo del contratto 2019-21. Unici in Italia! Mentre nella vicina provincia di Bolzano si danno aumenti consistenti che consentono un buon recupero di potere di acquisto, e nel resto d’Italia si protesta perché la media di 85 euro pro capite al mese è insufficiente, qui siamo fermi ai 10 euro della vacanza contrattuale.

Mi auguro che per contrastare questa inaccettabile anomalia si possano mettere in piedi azioni sindacali unitarie, unica possibilità di avere qualche risultato, perché, senza nessuna vena polemica ma con chiarezza, non possiamo dimenticare che questa situazione è frutto proprio di una trattativa condotta a tavoli separati (per volere di altri) in cui Fugatti è riuscito, il 13 gennaio 2020, a portarsi a casa un accordo politico firmato dalle Organizzazioni Confederali che gli hanno servito l’opzione incredibile di poter evitare di stanziare risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego in caso di gravi eventi che incidessero negativamente sul bilancio provinciale, cosa che purtroppo ha fatto.

Lo dico con la serenità di chi ha la coscienza a posto: non abbiamo nessuna responsabilità ed avevamo ampiamente avvisato che la clausola era irricevibile.

Ciònonostante, forti della sentenza della Corte Costituzionale che tre anni fa ha sbloccato i contratti del pubblico impiego fermi da 8 anni, credo convintamente che dovremo ricorrere alle vie giudiziarie per far annullare la clausola capestro di quel protocollo politico e avere il legittimo riconoscimento del recupero del potere di acquisto dei nostri salari, partecipando eventualmente al pari di tutti gli altri colleghi ad eventuali sacrifici che saranno necessari per risollevare il paese in difficoltà.

Concludo ringraziando colleghe e colleghi, iscritte e iscritti per la fiducia che ci accordano e tutti i rappresentanti sindacali per l’attività molto intensa in questo anno difficile, augurando a tutti che il 2021 ci riporti serenità e soddisfazioni!

Maurizio Valentinotti
Segretario FeNALT

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