LA RESPONSABILITA' PER COLPA GRAVE: COSA CAMBIA CON IL "DECRETO SEMPLIFICAZIONI"

Diritti Dei Lavoratori
| 30 novembre 2020

Trento, 30 novembre 2020 - Il “Decreto Semplificazioni” ha introdotto la cosiddetta semplificazione amministrativa e della responsabilità  negli art. 21, 22, 23 capo IV Titolo II (Decreto-legge 76/2020): lo scopo è quello di combattere la “burocrazia difensiva” e la “paura della firma” che spesso bloccano l’azione amministrativa per timore di essere chiamati in giudizio per danno erariale o per abuso d’ufficio. Bisogna tuttavia specificare subito, come vedremo, che questo scudo” è limitato nel tempo.

L’articolo 21 modifica profondamente, in due aspetti, la responsabilità del dipendente pubblico:

1 )  la prova del dolo”: ora si prevede che la prova del dolo richiede la dimostrazione della volontà dellevento dannoso”; ciò significa che il dolo va inteso in chiave “penalistica” e non “civilistica”. Cerco di spiegarmi con parole semplici: la volontà del legislatore è quella di escludere ipotesi di dolo che non siano conformi al dettato dell’art. 43 del codice penale, secondo il quale “Il delitto è doloso, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione”.

Questo importante articolo riprende in pieno questa definizione e quindi scarta l’interpretazione civilistica spesso usata dalla Corte dei Conti, che non prevede che intervenga una “volontà consapevole” e che quindi estendeva pericolosamente il campo di applicazione al dipendente dell’istituto della colpa grave (da qui l’importanza di essere assicurati con una polizza per questo)

2 ) ora c’è il "solo dolo”, ma solo se non vi è inerzia o omissione: aspetto che è però limitato nel tempo:

Il comma 2 dell’articolo 21 limita infatti, con riguardo ai fatti commessi dal 17 luglio 2020 (data di entrata in vigore del decreto-legge) al 31 dicembre 2021, la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti in materia di contabilità pubblica per l’azione di responsabilità, ai soli casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente sia stata compiuta con dolo.

Questa limitazione di responsabilità si applica ai danni cagionati dalle sole condotte attive (provvedimenti), mentre nel caso di danni cagionati da omissione o inerzia il soggetto agente continuerà a risponderne sia a titolo di dolo, sia di colpa grave. Insomma, per questo periodo entra in gioco una specie di scudo erariale” per cui è stata abolita la responsabilità erariale per colpa grave, a meno che non siano danni cagionati da omissione o inerzia, rispetto ai quali si prevede che non si applichi la limitazione di responsabilità. in pratica “rischia di più il funzionario che tiene fermi procedimenti e opere, che quello che li sblocca”.

L’articolo 23 modifica un articolo del codice penale, esattamente l’art.323, che disciplina l’abuso d’ufficio.

Prima di questo decreto l’abuso di ufficio interveniva nel caso in cui un incaricato di pubblico servizio “in violazione di norme di legge o di regolamento, (…) intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”.

Ora labuso dufficio interviene solo se l’azione si attua “in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.

Prima quindi era abuso d’ufficio se si violava anche un regolamento, ora la violazione deve essere necessariamente di una legge e viene tutelata maggiormente la discrezionalità di chi assume decisioni. Quindi vincolando l’abuso penalmente rilevante alla violazione di specifiche ed espresse regole di condotta dettate da leggi, la riforma mira a ridurre l’area applicativa dell’incriminazione, escludendo la violazione di principi generali.

Inoltre non ci sarà abuso d’ufficio penalmente rilevante in caso di una violazione di una specifica ed espressa regola di condotta, caratterizzata però da margini di discrezionalità.

L’articolo 22  del Decreto, riguarda l’azione di controllo concomitante della Corte dei Conti per le realizzazioni delle azioni di sostegno post covid-19.

L’’obiettivo è quello di garantire maggiore discrezionalità al dirigente pubblico e di ridurre il rischio di azioni giudiziarie quando vengono prese, decisioni anche controverse in condizioni di incertezza.

L’intenzione è condivisibile al 100%  poi però sarà opportuno tener d’occhio la giurisprudenza per capire verso quale direzione si orienteranno le sentenze perché la presenza o meno di margini di discrezionalità in una norma di condotta è di difficile determinazione, così come è difficilmente individuabile con certezza la “dimostrazione della volontà dell’evento dannoso”.

Concludendo, meno possibilità di incorrere da parte del dipendente pubblico in ipotesi di vedersi attribuita la colpa grave? Sì, ma necessità sempre di adeguata copertura assicurativa per la stessa, non fosse altro perché la modifica introdotta dal Decreto Semplificazioni è di carattere transitorio .

Loris Muraro
Dirigente sindacale Fenalt
cell. 340 8261469

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