MASCHERINE SUBITO! IL GRIDO DI AIUTO DEGLI OPERATORI

Sanità
| 19 marzo 2020

Trento, 19 marzo 2020 - In un articolo apparso questa mattina sul quotidiano l'Adige, Paolo Panebianco, responsabile Fenalt per il settore Apss, dà voce al grido d'aiuto lanciato da molti operatori sanitari che anche in Trentino combattono in prima linea contro il micidiale virus per salvare vite umane. Panebianco racconta quello che i colleghi gli scrivono. Sono parole in cui la paura si mescola alla generosità e al coraggio di chi ha fatto una scelta di vita e continua a professarla anche a rischio della propria incolumità: «Sto lavorando in maniera massacrante - scrive un'infermiera di Rovereto. Ci vogliono togliere le mascherine. Ci sono persone di 16 anni che vanno in rianimazione. Intervenite, vi prego. Non possiamo aiutare le persone che stanno morendo. Aiutateci, aiutateci». 

A preoccupare gli operatori, dice Panebianco, è una disposizione interna trasmessa nelle scorse ore dall'Azienda sanitaria ai vari direttori e coordinatori degli ospedali. Come previsto dall'Istituto superiore di Sanità in essa si invita il personale ad utilizzare le mascherine chirurgiche anche là dove fino ad ora l'indicazione era di utilizzare le FFP2 o FFP3, quelle specifiche contro le malattie infettive. «Le prime chiamate preoccupate mi sono arrivate dagli autisti del 118 e dai fisioterapisti - spiega Panebianco - Io capisco che le mascherine scarseggiano e che bisogna razionalizzarne l'uso ma chi opera a stretto contatto con questi pazienti ha paura e vuole poter operare in tutta sicurezza. Fanno turni massacranti, saltano riposi, non si risparmiano, ma se li fanno andare in battaglia senza protezioni sarà un massacro. Poi chi curerà i malati se si ammalano loro?».

Purtroppo sembra che il milione di mascherine FFP2, bloccato in Turchia come anche l'ordine dei camici dall'India, siano ancora fermi. Il risultato è che gli approvvigionamenti attesi per questa settimana non arriveranno e non si sa nemmeno quando le ormai scarse scorte saranno rimpinguate.

«Noi come Fenalt - continua Panebianco - comprendiamo la situazione ma chiediamo che almeno nei reparti Covid non si abbassi la guardia nascondendosi dietro protocolli che tutti quanti sappiamo essere al ribasso. Inoltre è necessario fare i tamponi per tutti i sanitari, questo non solo per dare loro sicurezza ma proprio per evitare che gli ospedali diventino delle bombe».
Il rappresentante della Fenalt non nasconde il proprio scetticismo  anche sui numeri ufficiali dei sanitari contagiati. «Mi risulta ci sia personale contagiato in Pneumologia, in Nefrologia, a Tione e a Cavalese, ma non vengono forniti numeri ufficiali. Io capisco che si voglia minimizzare per non creare allarme, ma "cincischiare" così con i numeri non va bene, non è trasparente».

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