MUSE: E' L'ORA DEL CONFRONTO. ZECCHI IN ROTTA CON IL CDA E LANZINGER

Muse
| 2 dicembre 2020

Trento, 3 dicembre 2020 - Fa discutere la presa di posizione del presidente del Muse, Stefano Zecchi, che in protesta con il Cda, composto dalla giornalista RAI, Laura Strada e dall'ex presidente della Provincia, Alberto Pacher, non ha votato la variazione al bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2020-2022 e non ha risparmiato critiche, oltre che ai due membri del Cda, al direttore Michele Lanzinger, che, a detta sua, "ha identificato l'amministrazione del museo con la sua stessa vita". Opacità e mancanza di trasparenza in sede amministrativa ed un'insostenibile gestione del personale sono secondo Zecchi le principali criticità da lui ereditate e che sono il frutto di 28 anni di direzione Lanzinger. In un Trentino sempre acquiscente con i piccoli potentati locali può succedere anche questo, tanto che Zecchi definisce il Muse "una cittadella impenetrabile". La Fenalt, che da anni è critica con la gestione Lanzinger soprattutto in sede di risorse umane, esprime solidarietà per la richiesta di trasparenza formulata dal presidente Zecchi. Lo ringrazia ufficialmente per aver preso in considerazione quanto portato alla sua attenzione in una recente lettera firmata da Fenalt, CGIL, e CISL alla quale ha dato immediata risposta precisando la sua intenzione di approfondire alcuni aspetti rilevanti dell’assetto organizzativo del Museo. Fenalt, che è il secondo sindacato per rappresentatività fra i dipendenti a tempo indeterminato del Muse, contesta numerose criticità nella gestione del personale dipendente e non, che purtroppo non sono venute del tutto meno con il passaggio sotto la PaT. Si auspica che il Presidente Zecchi possa finalmente farsi garante di una gestione maggiormente improntata alla trasparenza e alla equità, a tutela dei diritti di tutti i lavoratori che con la loro professionalità rappresentano un patrimonio fondamentale per il successo delle iniziative del Museo. Preme peraltro ribadire che il malessere e la gestione opaca delle risorse umane non va esclusivamente incentrata sulla pur fondamentale questione dei precari, ma parimenti focalizzata anche sui dipendenti a tempo indeterminato (basti pensare che anche fra di loro si registrano consistenti abbandoni, così come richieste di trasferimento). In questo senso è necessaria, e non più procrastinabile, una moderna revisione della pianta organica, per nuove aree e competenze, in linea con le moderne gestioni dei principali musei nazionali e internazionali. La politica trentina ha promesso un incontro a breve. Speriamo che ci sia il coraggio di imporre finalmente un cambio di passo in grado di recuperare una solida prospettiva di crescita culturale e professionale per i dipendenti e per l'Istituzione che rappresenta un investimento di straordinario valore economico e scientifico per tutto il territorio.

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