PERCHE' IL PUBBLICO IMPIEGO DEVE PAGARE IL COSTO DELLA CRISI?

Pat
| 1 maggio 2020

Trento, 1 maggio 2020 - Con riferimento al recente annuncio da parte della Giunta provinciale di riduzione dello stanziamento a favore del rinnovo del contratto del pubblico impiego, Fenalt disapprova nel modo più assoluto il tentativo di far pagare il conto di questa grave crisi, conseguente all'epidemia da Covid-19 ai lavoratori pubblici, bloccando ulteriormente le risorse per il parziale recupero del potere di acquisto, già minato da un decennio di blocco completo dei contratti. Fenalt ribadisce che la scelta della Giunta è conseguente ad una clausola  prevista nel protocollo del 14 gennaio 2020, sottoscritto dai sindacati Confederali e dalla Giunta provinciale, ma non da Fenalt anche in ragione della presenza di questa previsione.

Il Protocollo stabilisce infatti che a fronte di dinamiche recessive del bilancio provinciale che comportino una revisione complessiva della spesa delle politiche pubbliche, la Giunta si riservi di valutare la sostenibilità finanziaria del protocollo stesso. Nel caso non è prevista nessuna trattativa, ma una generica convocazione dei firmatari. Una clausola in bianco che non ci è parso il caso di sottoscrivere. Ora la scelta della Giunta porta ad una diminuzione del potere di acquisto di 35.000 lavoratori, con conseguenze per tutta l'economia trentina che è in grande difficoltà. Va sottolineato che anche tutto il continuo ripetersi di rassicurazioni sulla necessità di valorizzare il personale del settore sanitario e Apsp che si è scoperto ora essere una risorsa fondamentale proprio in questa grave epidemia, resterà lettera morta, perché anche per costoro il contratto sarà bloccato.Sentiremo cosa ci dicono i lavoratori   e vedremo di trovare gli spazi per una protesta.

 

Maurizio Valentinotti

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