PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO DEL 50% E RIENTRO DALLO SMART WORKING DELLA PA

Pubblico Impiego
| 5 maggio 2020

Trento, 5 maggio 2020 - In marzo e aprile la produzione industriale italiana ha fatto registrare una perdita di oltre il 50% cumulato. Le misure introdotte per contenere la diffusione del Covid-19, dice il Centro Studi Confindustria, hanno prodotto un crollo dell’attività senza precedenti nelle serie storiche disponibili. La fine del lockdown non aiuterà un veloce recupero: le famiglie continueranno a risparmiare, le imprese smaltiranno le scorte, la domanda estera risentirà della contrazione di attività.  La ripresa delle attività produttive incide anche sullo Smart Working che ha accompagnato la Pubblica amministrazione nella fase più critica dell’emergenza sanitaria. Lo dice la ministra della Pa Fabiana Dadone nella direttiva 3/2020 inviata ieri alle Pa: le organizzazioni devono rivedere i confini delle «attività indifferibili», quelle che implicano la presenza dei dipendenti allo scopo di «assicurare il necessario supporto alla ripresa delle attività produttive, industriali e commerciali». L’organizzazione, poi, dovrà anche monitorare l'evoluzione futura della situazione, per cercare di non farsi cogliere impreparata nelle fasi successive della ripartenza. Le amministrazioni quindi devono mediare fra opposte esigenze ben sapendo che quella agile resta la «modalità ordinaria» di svolgimento del lavoro pubblico, ma le eccezioni si devono allargare per rispondere a un’Italia non più paralizzata dal lockdown. 

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