Rilanciare la Regione attraverso una maggior attenzione alle risorse umane

Diritti Dei Lavoratori
| 30 gennaio 2020

Trento, 30 gennaio 2020 – Pubblichiamo di seguito alcuni stralci di una lunga lettera “aperta” con cui la Fenalt chiede al Vicepresidente della Giunta regionale, Maurizio Fugatti un’assunzione di responsabilità verso i dipendenti dell’Ente Regione che, stanchi di essere strumentalizzati a fini politici, auspicano l’apertura di una stagione di relazioni sindacali improntata alla valorizzazione delle risorse umane

 

Egregio Vicepresidente, assessore al Personale,

(…) Ritengo che quest’Amministrazione (ma ben più vergognosamente la precedente) abbia dato prova di scarsa sensibilità nei confronti dei dipendenti regionali, soprattutto verso quelli della Sede (non ultima la mancata concessione al personale dell’adeguamento dello 0,9% su un contratto 2018 ormai scaduto, opportuna se non altro per un allineamento contrattuale a quello della PaT).

Una fase contrattuale quella relativa al periodo  2016-2018, sofferta ed ancora incredibilmente da concludersi; questa volta, non si potrà  certo attribuire colpa alcuna alle organizzazioni sindacali bensì piuttosto alla grave inettitudine della precedente amministrazione che delegando la contrattazione a terzi (APRAN) si è voluta deresponsabilizzare smarcandosi da quelle incombenze che invece, attraverso un rapporto più diretto tra Amministrazione ed organizzazioni sindacali, avrebbero potuto costituire valore aggiunto addivenendo in tempi brevi ed adeguati ad una migliore definizione e sottoscrizione del contratto, trasmettendo reale sensazione di vicinanza  dell’Amministrazione regionale a tutto il personale ed alle rispettive famiglie.

Purtroppo, tutto ciò ha costituito un’occasione persa destinata a trascinarsi se questa amministrazione continuerà a seguire le orme di insensibilità della precedente.

Sono a segnalare altresì che, in veste di delegato Fenalt per la Regione, avevo proposto personalmente al Suo segretario particolare, un emendamento alla collegata della L.R. di stabilità 2020 da portare alla Sua attenzione, esso prevedeva un modesto stanziamento di adeguamento (350 mila euro) per la chiusura a lieto fine del contratto 2018, lo stesso funzionario si era impegnato a seguirne personalmente l’iter burocratico, ma ahimè purtroppo egli non si è degnato nemmeno di farmi pervenire alcuna risposta in merito. Mi rimane dunque il dubbio se Lei abbia visionato o meno tale istanza.

Mi sembra incomprensibile, quasi inconcepibile dover prendere atto del trasferimento (per carità avvenuto legittimamente) con delibera della G.R. 252/2019 dal bilancio regionale ben 193 milioni di euro alle due Province e nel contempo essere costretti ad elemosinare 350 mila euro per la chiusura di un contratto 2018 che riguarda tutto il personale regionale, compreso quello assorbito dalla giustizia e peraltro già scaduto.

(…) Sono dispiaciuto di doverLa notiziare di questo, ma nonostante tutto continuo ancora a coltivare la speranza che ciò possa servire ad infonderLe  la consapevolezza e la comprensione che il personale regionale, soprattutto quello della Sede, da parecchi anni sta subendo una grave ingiustizia a causa di meditate “dimenticanze” che lo rendono ostaggio di talune arroganti forze politiche, le quali si nascondono dietro  uno scudo anacronistico votato unicamente alla tutela di determinate minoranze linguistiche, perpetuando una difesa mirata  e da sempre orientata al mantenimento di consensi di partito attraverso la tutela di pochi diritti soggettivi e quindi  a scapito della difesa tout court della generalità degli stessi, principio fondante e dunque imprescindibile di buona amministrazione, come si conviene al buon padre di famiglia.

(…) Auspico pertanto che lei sappia essere, anche attraverso la Sua persona, portatore di equità e giustizia all’interno di un’importante istituzione quale è la Regione che da tempo martoriata, aspetta attraverso un’onesta azione politica il periodo del proprio riscatto per divenire “volano di futuro” uscendo finalmente dal costante clima da De profundis o requiem che dir si voglia che da anni annorum aleggia purtroppo sul nostro Ente come una spada di Damocle, demotivando ogni giorno di più i suoi operatori.

Cordialmente

Innocenzo Gottardi

Delegato FENALT Regione

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