SMART WORKING PER TUTTA LA FASE 2?

Pubblico Impiego
| 10 maggio 2020

Trento, 10 maggio 2020 - Si prevede che domani torni in ufficio un dipendente pubblico su tre per far fronte alle attività indifferibili che la Pubblica amministrazione è tenuta a mettere in campo per sostenere le impresa nella "fase 2". La norma resta comunque lo smart working che durante il lockdown sembra aver interessato l'85% dei dipendenti pubblici. Tale sembra essere anche la prospettiva prevalente per tutta la "fase 2" salvo che per le attività indifferibili. Insomma il lavoro da remoto potrebbe diventare una soluzione organizzativa efficiente sia contro il contagio sia per la gestione dei servizi pubblici. È quanto emerge dalle ultime riunioni alle quali stanno prendendo parte tanto le organizzazioni sindacali quanto gli organi dirigenti della Funzione Pubblica; dal confronto è emersa l’esigenza di continuare con lo smart working dove possibile e così dovrebbe essere finché permane il rischio di contagio.

D’altronde, anche le indicazioni governative si muovono in tal senso, prevedendo che in tutti gli ambiti lavorativi, laddove possibile, l’attività in presenza possa essere limitata ai casi delle attività indifferibili. Generalmente, quindi, si dovrebbe continuare a lavorare in smart working e il ritorno in ufficio appare lontano.

E quando si tornerà a lavorare in presenza ci sarà l’adozione delle più opportune misure di sicurezza, dalla distribuzione di mascherine e disinfettanti per il personale all’installazione di pannelli in plexiglass laddove sia prevista l’attività di front office. L’ingresso agli uffici pubblici, inoltre, dovrà essere contingentato e in entrata ci saranno i dovuti controlli della temperatura o la dichiarazione sostitutiva.

In ogni caso per il rientro in ufficio mancano ancora alcuni aspetti da chiarire e ad oggi non sembrano esserci le possibilità per una ripresa delle attività in presenza già per il 18 maggio 2020.

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