STATO DI AGITAZIONE AL SANTA CHIARA

Sanità
| 18 dicembre 2020

Trento, 18 dicembre 2020 - Al Santa Chiara la Fenalt proclama lo stato di agitazione dopo le ripetute ed inevase richieste di intervento per tamponare la situazione. Il problema è principalmente quello della carenza del personale socio-sanitario sottoposto a ritmi logoranti. "Gli operatori sono esausto - dice Paolo Panebianco, responsabile Apss di Fenalt in un'intervista rilasciata al quotidiano l'Adige - Su 18 di essi 7 hanno avuto il covid. Chi torna in servizio dopo la malattia, è debilitato e si trova con un carico di lavoro maggiore. Secondo il nostro calcolo siamo sotto di almeno 4 unità: noi continuiamo a scrivere all'Azienda sanitaria, ma la risposta è sempre la stessa: va tutto bene. L'Azienda tiene in considerazione il dato del minutaggio, cui concorrono due figure professionali, l'infermiere e l'operatore socio-sanitario. Ricordiamo che in termini di minutaggio l'infermiere ha un peso maggiore, mentre l'assistenza di base, l'assistenza a letto, è demandata in toto la figura dell'oss".
Panebianco sottolinea il senso di responsabilità degli operatori che in questa fase non intendono intralciare l'operatività con la propria protesta, ma solo sensibilizzare l'Azienda e l'opinione pubblica.
"Non è nostra intenzione incrociare le braccia - afferma Panebianco - Abbiamo preso questa decisione anche a tutela dei pazienti, per garantire loro l'assistenza a letto. Per sensibilizzare l'opinione pubblica organizzeremo un picchetto di 2 giorni davanti al Santa Chiara. Aspettiamo intanto la risposta dell'azienda sanitaria".

 

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