TRENTINO: GLI EFFETTI DEL COVID SULL'ECONOMIA

Economia E Lavoro
| 17 novembre 2020

Trento, 17 novembre 2020 - Il Covid è un virus che non ha pietà delle persone anziane, porta al tracollo il sistema sanitario e manda in crisi l'economia. E quando il contagio arriva a questo terzo livello, fa strage delle categorie meno protette: lavoratori autonomi, precari, giovani. I dati di Bankitalia sull'andamento dell'economia in Trentino nei primi otto mesi di quest'anno, segnato dalla pandemia, non danno adito a dubbi: il PIL provinciale ha messo a segno un crollo del 10,2% contro una media nazionale del 9,5%. Un dato che potrà aggravarsi nei prossimi mesi, se verranno meno anche i proventi del turismo invernale: circa 280 milioni di Euro. A quel punto il calo sarebbe quantificabile in un 11,6%. In valore assoluto una perdita da 2,3 miliardi. Il PIL del Trentino torna così ai livelli di 20 anni fa. Le conseguenze sul mondo del lavoro sono prevedibili anche se per questo non meno drammatiche. Il calo delle ore lavorate è stato del 20,1%, sono aumentati gli inattivi, ovvero i soggetti che non cercano più lavoro perché sono sfiduciati, e sono calati di 4.000 unità i lavoratori dipendenti. 
Il brusco rallentamento dell'economia non sembra però aver risparmiato il nostro territorio da una dinamica dei prezzi avversa ai consumatori. Secondo la classifica dell'Unione Nazionale dei Consumatori, stilata su dati Istat, Trento risulta la terza città più cara fra i capoluoghi di regione e province autonome per l'andamento del costo della vita, con un +0,6%, preceduta da Perugia con un +0,7% e da Bolzano con un +1%. All'estremo opposto abbiano le città in cui prezzi sono in calo: Venezia con un -1,4%, Milano con un -1,2% e Roma con un -1%. Complessivamente le città con un'inflazione negativa sono state 19 su 30.

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