Un secco no al protocollo della Provincia dall'assemblea FeNALT

Diritti Dei Lavoratori
| 23 gennaio 2020

Trento, 23 gennaio 2020 - E’ ora di organizzare una protesta sotto l’Assessorato e invitare l’Assessore a venire a parlare con noi in strada.
Non è da escludere che in primavera organizziamo una mobilitazione generale”. Con questa parole il segretario generale della Fenalt, Maurizio Valentinotti, forte dell’appoggio dei delegati che ieri mattina si sono raccolti in un’affollata assemblea al cinema Vittoria, ha sancito la posizione del sindacato sul protocollo proposto dalla Provincia per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2019-2022.

E’ un secco “no” quello della Fenalt alla proposta della Giunta provinciale che nei giorni scorsi invece aveva riscosso l’approvazione dei Confederali. E l’assemblea di ieri ha espresso unanime consenso alle scelte del Segretario. La bocciatura trova le sue ragioni nell’inadeguatezza generale della piattaforma provinciale che propone risorse economiche insufficienti e che non tiene conto degli aspetti di “age management” cari alla Fenalt.

“Ci sono 1500 Euro in meno a lavoratore rispetto al vecchio triennio – ha affermato Valentinotti – con scatto degli aumenti dilatati nel tempo e che portano l’aumento del 4,1%  a regime solo nel 2022. Inoltre qualunque Euro speso per la revisione del vecchio ordinamento professionale, per le progressioni economiche, per gli istituti normativi onerosi (ferie o permessi) o per il buono pasto vengono sottratti agli aumenti di stipendio”.

Manca poi una proposta per la revisione dell’ordinamento che tenga conto della più lunga permanenza dei lavoratori in servizio, considerato che l’età media dei lavoratori supera i 50 anni e la pensione non arriva prima dei 65.

La Fenalt annuncia scioperi per protestare contro le scelte di una Giunta provinciale sorda alle richieste di lavoratori che chiedono un salto di qualità nella valorizzazione del pubblico impiego come sta succedendo invece a Bolzano dove la politica ha scelto di investire risorse per accrescere l’attrattività della pubblica amministrazione.

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