BRUNETTA: LE BOZZE SULLO SMART WORKING

Pubblico Impiego
| 23 ottobre 2021

Trento, 22 ottobre 2021 - Lo smart working sarà una «forma di lavoro non più obbligata» ma decisa «in ragione dell’efficenza e della soddisfazione», dice il Ministro Brunetta dopo aver presentato ai sindacati le linee guida per l'attivazione del lavoro agile nella PA a partire dal 2022 Fra gli aspetti più significativi della bozza dello schema di linee guida per il lavoro agile vi è la prescrizione che al lavoratore in smart working si debba «fornire idonea dotazione tecnologica»; «in nessun caso può essere utilizzata una utenza personale o domestica del dipendente per le ordinarie attività di servizio». 
«Per accedere alle applicazioni del proprio ente può essere utilizzata esclusivamente la connessione Internet fornita dal datore di lavoro», indica il testo. «Se il dipendente ha un cellulare di servizio, è possibile inoltrare le chiamate dall’interno telefonico del proprio ufficio sul cellulare di lavoro». Un elemento importante delle linee guida riguarda «il diritto alla disconnessione». L’amministrazione pubblica deve poi garantire «l’invarianza dei servizi resi all’utenza» ma anche «un’adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza».

«L’amministrazione - prosegue il testo - deve prevedere apposite modalità per consentire la raggiungibilità delle proprie applicazioni da remoto. Se le applicazioni dell’ente sono raggiungibili da remoto, ovvero sono in cloud, il dipendente può accedere tranquillamente da casa ai propri principali strumenti di lavoro. Alternativamente si può ricorrere all’attivazione di una Vpn (Virtual Private Network, una rete privata virtuale che garantisce privacy, anonimato e sicurezza) verso l’ente, oppure ad accessi in desktop remoto ai server». 
 
Ma dovrà anche garantire al lavoratore il diritto «alla formazione specifica, alla protezione dei dati personali, al regime dei permessi e delle assenze ed alla compatibilità con ogni altro istituto del rapporto di lavoro e previsione contrattuale». Questo significa che il lavoratore può richiedere, ove ne ricorrano i relativi presupposti, la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge quali i permessi per particolari motivi personali o familiari, i permessi sindacali e quelli della legge 104. Nelle giornate in cui si fa smart working - precisa la bozza - «non è possibile effettuare lavoro straordinario, trasferte, lavoro disagiato, lavoro svolto in condizioni di rischio».

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