COVID: NEL 2020 CROLLO DEI CONTRATTI DI LAVORO

Economia E Lavoro
| 10 gennaio 2021

Trento, 11 gennaio 2021 - Quasi 22mila contratti di lavoro in meno: questo il dato più di ogni altro esprime la sofferenza che ha concosciuto il mondo del lavoro nel corso del 2020. E' questo infatti il numero di contratti di lavoro che è venuto a mancare rispetto al 2019 a causa principalmente del Covid. A dirlo è l'indagine Excelsior, frutto della collaborazione fra Unioncamere, le Camere di commercio, e Anpal, l'Agenzia nazionale politiche attive del lavoro, che analizza i fabbisogni occupazionali delle imprese. Nel 2020 le aziende trentine dell'industria e del terziario hanno chiamato al lavoro 46.450 persone tra fissi, a termine, stagionali, collaboratori: erano 68.520 del 2019. Un crollo del 32% , in larga parte di precari e stagionali. Lo shock da Covid ha portato ad una caduta delle assunzioni analoga a Bolzano, quasi 26mila chiamate in meno, pari al 32%. Entrambe le province registrano una contrazione superiore a quella media nazionale, che si attesta sul 30%.

La flessione delle assunzioni risulta più marcata nella filiera dell'accoglienza e della ristorazione (-40%) e in alcuni comparti di punta del made in Italy, come la moda (-37%). Riduzioni relativamente più contenute si registrano nelle costruzioni (-15%), nella sanità e servizi sociali privati (-17%), nella filiera agro-alimentare (-19%). Ma, nonostante la contrazione dell'occupazione, sale al 35% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati, rispetto al 26% del 2019, a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata. Le carenze maggiori in Trentino sono tra gli operai specializzati, soprattutto nella metalmeccanica e in edilizia.
 

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