LA CRISI DEL COMMERCIO NELL'ANNO DEL COVID

Economia E Lavoro
| 7 marzo 2021

Trento, 7 marzo 2021 - Secondo uno studio di Confesercenti l'anno della pandemia ha lasciato sul terreno 137 miliardi di euro per consumi di cui 36 da addebitare all'assenza di turisti. Abbastanza da riportare la spesa ai livelli del 1997, un passo indietro di 24 anni. Lockdown e restrizioni hanno bruciato complessivamente 183 miliardi di euro di Pil e fatto perdere il lavoro a 262 mila lavoratori autonomi. Il bilancio è nel dossier "Le imprese nella pandemia: marzo 2020-marzo 2021" elaborato da Confesercenti. A subire la contrazione più pesante è stata la spesa in alberghi-ristoranti (-46 miliardi di euro) e trasporti (-28,2 miliardi). Perdite significative hanno interessato anche i consumi culturali ricreativi (-17,3 miliardi) e della moda  (-13,1 miliardi). Sul fronte occupazionale i settori del commercio, della somministrazione di alimenti e bevande, del turismo hanno registrato nel solo 2020 una diminuzione di 192.000 indipendenti mentre per le attività culturali e ricreative la flessione è di 13mila. Tra lockdown e restrizioni in media i pubblici esercizi sono rimasti chiusi per 119 giorni. Il ricorso massiccio alla cassa integrazione (4,3 miliardi di ore) per circa 7 milioni di persone ha arrecato un danno medio pro capite di 1.243 euro annui. 

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