LA POLITICA TRENTINA PREDICA BENE, MA RAZZOLA MALE: GLI AUMENTI AI CONSIGLIERI REGIONALI, MA NON IL RINNOVO AI DIPENDENTI PUBBLICI

Politica trentina
| 22 luglio 2021

Trento, 23 luglio 2021 - Quello che è successo è assolutamente disdicevole e le argomentazioni addotte dalla politica sono così fragili da svelare l'ipocrisia dell'operazione. Tipicamente balneare per passare inosservata. I fatti sono presto detti. L'altro ieri, il 21 luglio, del tutto a sorpresa, l'SVP ha inserito nella legge di bilancio un emendamento che permette di sbloccare le rivalutazioni Istat degli stipendi dei consiglieri, ferme dal 2012. Si parla di 500mila euro che verrebbero sottratti alle casse pubbliche e che sono stati di fatto "liberati" col voto favorevole (ma a scrutinio segreto, richiesto da Forza Italia) di SVP e Lega. Sono proprio quelli che alle richieste di rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici trentini rispondono che è immorale pensare ad aumenti con le tante famiglie colpite dalla crisi del Covid. In loro difesa hanno replicato (Lega) che questa è la legge e non si poteva fare altrimenti. Dal canto suo - va annotato - l'opposizione si è "stracciata le vesti" con plateali proteste. Ad ogni buon conto, non sia mai che tutti i mali vengano per nuocere. Se si tratta di una disposizione "immorale", ci aspettiamo che i consiglieri - almeno l'opposizione per dare l'esempio - devolvano questi soldi che in completa buona fede hanno preso perché non potevano non prenderli, ad un'iniziativa pubblica di solidarietà per le famiglie colpite dalla crisi del Covid. Sarà populismo? Forse, ma almeno non è immorale.

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