LE NOVITA' IN TEMA DI CONCORSI PUBBLICI

Pubblico Impiego
| 13 aprile 2021

Trento, 13 aprile 2021 - Prova scritta con strumenti digitali, prova orale possibile anche in videoconferenza e valutazione dei titoli di studio saranno i tre pilastri dei nuovi concorsi per l'accesso nei pubblici uffici.  Le PA potranno introdurre la valutazione del titolo di studio anche nei concorsi già banditi, ma solo nel caso non sia stata svolta «alcuna attività» nella selezione. Su questi e su altri punti oscuri della riforma dei concorsi pubblici voluta da Brunetta nell'ultimo decreto (articolo 10 del Dl 44/2021) è in via di ultimazione una circolare ministeriale che sarà diffusa nei prossimi giorni e che avrà l'arduo compito di fare chiarezza. Fa discutere intanto l'aspetto della valutazione dei titoli. Dare più peso al curriculum, infatti, rischia di determinare un’esclusione a priori per i giovani. «Io invece voglio riportare i giovani al centro della PA», ha ribattuto Brunetta in molte interviste recenti. A quanto si apprende, la norma si riferisce a quelli di studio in quanto parla di «titoli regolarmente riconosciuti». I «titoli e l’eventuale esperienza professionale, inclusi i titoli di servizio» invece «possono concorrere alla formazione del punteggio finale». Lo deciderà l’amministrazione, come già accade ora, in base alla tipologia di profili che sta cercando. Il nuovo impianto dei concorsi punta prima di tutto a ridurre a pochi mesi le attese spesso pluriennali che fin qui hanno separato i bandi dalle assunzioni. Mossa indispensabile per accelerare sul turnover in una PA che, come ha ribadito Brunetta, ha bisogno di 150mila nuovi ingressi all’anno. 

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