URGENTE UNA RIFORMA DELLE CASE DI RIPOSO

Case Di Riposo
| 4 ottobre 2023

Trento, 4 ottobre 2023 - In un periodo di campagna elettorale come questo non sorprende che il tema delle case di riposo sia uno dei più ricorrenti negli interventi delle forze politiche in corsa per il governo provinciale. Pur senza voler interferire con la campagna elettorale, Fenalt ritiene tuttavia opportuno porre all’attenzione dell’opinione pubblica e dei candidati alcune criticità che per la loro urgenza meritano più considerazione di altre.
“Le problematiche che si sentono citare sono parecchie – osserva Roberto Moser, vice segretario generale Fenalt con una lunga esperienza nel settore – ma nessuno solleva il problema principale, cioè come sono organizzate le case di riposo in Trentino. Si tratta di 41 strutture indipendenti. E questo è il problema. Apss non ha potere decisionale. Forse sarebbe ora che si cominciasse a parlare di un’azienda unica, per realizzare economie di scala nella gestione, per eliminare il costoso sottobosco di cda e presidenti che in molti casi è solo il portato dello spoil system trentino. Le 41 Apsp, secondo noi, dovrebbero essere accorpate con la supervisione di Apss e il contratto di lavoro dovrebbe essere quello di Apss per evitare la concorrenza fra le due realtà in un mercato in cui l’offerta di professionisti è sempre più sottile”.
Ma oltre al tema amministrativo ce n’è un altro ancora più cruciale da affrontare secondo Fenalt, che investe la natura stessa delle strutture e ne impone un ripensamento generale: ”Che cosa sono oggi le case di riposo? Questo è il nocciolo della questione. Oggi le residenze per anziani sono vere e proprie cliniche sanitarie con ospiti affetti da diverse patologie: troviamo posti letto base, sollievo, nuclei per le demenze gravi e nuclei sanitari. Questo intrecciarsi di patologie nello stesso spazio mette in difficoltà sia l’ospite che gli operatori. In una struttura per anziani non è gestibile un soggetto con grossi problemi comportamentali. Magari giovane e violento. Se non si risolve questo problema che è “il problema” delle case di riposo, cioè se non si riportano le residenze per anziani alla loro originaria funzione, non si potrà mai garantire un adeguato livello assistenziale”.
Sulla fuga di personale infermieristico e oss, di cui tanto si è parlato in questi mesi, il vice segretario Fenalt non accetta facili generalizzazioni: “Qui ci sarebbero da fare grossi “distinguo”. In certe Apsp è vero che c’è carenza di personale e un continuo turn over di figure professionali. In altre no. Ci piacerebbe capire, seriamente, a cosa sia dovuta questa differenza. Ci stupisce che nessuno abbia mai voluto approfondire l’argomento, anche se lo abbiamo portato su diversi tavoli, compreso quello dell’Assessore di competenza. Crediamo serva un accurato studio sulle diverse forme di gestione delle strutture”. Pensando all’imminente confronto elettorale, Moser conclude la sua analisi con un appello al futuro assessore provinciale alla sanità: “Anche se continuiamo a ripetere queste cose da anni, abbiamo ancora fiducia nella politica. Quello che auspichiamo è che il prossimo assessore provinciale alla sanità, di qualunque colore sia, abbia voglia di mettere mano a questi problemi con spirito di confronto. Lo invitiamo fin d’ora ad aprire un tavolo di discussione perché la riforma delle case di riposo non può escludere il patrimonio di conoscenze dei lavoratori: nelle RSA la qualità di vita degli ospiti e la qualità dell’assistenza sono due facce della stessa medaglia”.
 

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