APSS: CONCORSO OSS. UNA FUGA DI PERSONALE DALLE RSA?

Case Di Riposo
| 9 maggio 2024

Trento, 9 maggio 2024 – Il rischio sempre paventato da Fenalt di un esodo massiccio di OSS dalle case di riposo per beneficiare delle migliori condizioni contrattuali offerte da Apss, sta per prendere forma: “Ieri – fa sapere Roberto Moser (in foto), vice segretario generale Fenalt - Apss ha bandito un concorso a tempo indeterminato per operatori socio-sanitari. Sono ammessi alle prove i 200 candidati che supereranno la preselezione e possono scegliere fra 9 sedi (Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Borgo Valsugana, Cavalese, Cles, Arco, Tione e Mezzolombardo). Noi comprendiamo le esigenze delle strutture ospedaliere, ed apprezziamo il fatto che si facciano i concorsi, ma denunciamo l’intollerabile concorrenza contrattuale che sta contrapponendo Apss e Apsp e che si gioca sulla pelle delle persone più fragili. Il contratto sanitario di Apss è visto come l’obiettivo per chi lavora nelle case di riposo, perché offre migliori condizioni retributive e un contesto professionale più dinamico”.
Da anni Fenalt chiede l’adozione di un contratto sanitario anche per le case di riposo e di condizioni organizzative e di lavoro migliori per tamponare l’emorragia di personale: “Di questo passo, se non rendiamo più attrattivo il contratto di Apsp – osserva Moser – tutti i buoni propositi sulla riforma delle residenze per anziani rischiano di essere pie illusioni. Con l’inflazione che abbiamo conosciuto è naturale pensare che ci sarà una fuga verso migliori condizioni economiche. Basti solo pensare che nell’ultimo concorso di questo tipo, i candidati erano circa 1000 e l’80% veniva dalle case di riposo. Di questi ne sono passati circa 500. Lo ribadiamo per essere chiari: Fenalt non è contraria al concorso, tant’è che organizza i corsi preparatori, ma chiede alle istituzioni di bilanciare le condizioni contrattuali per non mettere in ulteriore difficoltà le case di riposo”.
Con questo bando la disponibilità di personale nelle case di riposo è destinata a ridursi ulteriormente aggravando una situazione già di per sé critica. “E’ importante che l’opinione pubblica se ne renda conto – conclude Moser – perché stiamo parlando di processi che interessano moltissime delle nostre famiglie su aspetti delicati come il fine vita dei nostri cari”.
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