IMPRESE TRENTINE: PRODUTTIVITA' IN CALO

Economia E Lavoro
| 2 febbraio 2024

Trento, 2 febbraio 2024 - Pur appartenendo alle regioni più produttive d'Europa, il Trentino ha mostrato una flessione nella crescita della produttività dagli anni Duemila, con inevitabili impatti sui salari. A dirlo è il recente rapporto Ocse sulla produttività. Se fino al Duemila il PIL per lavoratore in Trentino era attorno agli 82mila euro e superiore alla media delle regioni prese a confronto (MidWest irlandese, Groningen in Olanda, Anversa in Belgio, Nivelles in Francia, Braunschweig e Böblingen in Germania, la Bassa Austria, Itaca e Beozia in Grecia), nel 2020 da noi è sceso attorno ai 78mila euro, mentre negli altri territori è salito attorno ai 104mila. La principale causa sembra risiedere nell'industria, che da noi rappresenta una quota minore dell'economia e cresce meno rispetto ad altre regioni. Le dimensioni aziendali ridotte ostacolano la competizione globale. Il Trentino soffre anche di bassa istruzione universitaria e partecipazione femminile al lavoro. Il rapporto del Centro Ocse di Trento evidenzia la necessità di affrontare il problema dell'efficienza produttiva per garantire il benessere a lungo termine. La produttività per lavoratore è diminuita, mentre nei territori di confronto è aumentata. In rapporto al PIL il settore industriale trentino investe poco in ricerca e innovazione (0,6% contro il 2% degli altri territori nel 2019). Le microimprese, che costituiscono la maggioranza, hanno difficoltà nell'accesso al credito e nell'export. Gli esperti suggeriscono politiche per favorire le imprese più produttive, attrarre investimenti esteri, migliorare l'offerta formativa e collegare le imprese alla ricerca pubblica per affrontare le sfide del futuro.

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