LA DENATALITA': MINACCIA PER L'ECONOMIA

Economia E Lavoro
| 6 luglio 2024

Trento, 6 luglio 2024 - Ormai è diventato uno stillicidio. Da alcuni anni a questa parte la carenza di figure professionali è un fenomeno costante che si ripropone alla pubblicazione di ogni indagine sul lavoro. A dirlo sono anche gli ultimi dati dell'indagine Excelsior, una rilevazione periodica curata dalle Camere di Commercio sull'andamento previsionale del mercato del lavoro italiano. Nel mese di giugno in Trentino erano oltre 11mila i posti di lavoro offerti dalle imprese, il 14,4% in più rispetto all'anno prima, ma il vero problema è trovare chi li possa occupare. Con l’avvio della stagione estiva, gli addetti alle attività di ristorazione diventano le figure professionali più richieste, ma sono anche le più difficili da reperire: oltre il 63% delle assunzioni: rischia di non andare a buon fine.  Il problema supera ovviamente i confini provinciali.
Uno studio di Prometeia inchioda l’Italia alla croce della denatalità. Stando alle rilevazioni degli analisti, la questione demografica è strategica. Secondo le proiezioni, ogni anno da qui al 20230 500mila persone lasceranno il loro lavoro, a fronte dei quali non si riusciranno a trovare più di 400mila sostituti. Ciò significa che ogni anno fino al 2030 mancheranno circa 100mila lavoratori. E questo accadrebbe nella migliore delle ipotesi, ovvero a patto che le imprese di questo Paese raggiungessero tassi di attività che siano, almeno, coerenti con gli standard europei più alti. In pratica, se tutto va bene, ci ritroveremo con 100mila lavoratori in meno ogni anno. A questo si aggiunge il problema della formazione:  non solo mancano i nuovi nati, ma fra questi le imprese non troverebbero più neppure lavoratori abbastanza qualificati. Neppure gli attuali due milioni di disoccupati sarebbero in grado di assorbire il buco lasciato da chi andrà in pensione, proprio perché nella maggior parte dei casi si tratta di persone non adeguatamente formate.
Il problema, quindi, è di quelli epocali. Da un lato mancano le persone, dall’altro le competenze, appunto. Un buco di lavoratori, complicato dalla discrepanza tra la richiesta delle aziende e le competenze.
Vogliamo consolarci? Il problema non affligge solo il nostro Paese, ma tutto il cosiddetto mondo occidentale, Stati Uniti compresi. La denatalità infatti è il portato di un modello economico e sociale che disincentiva le nascite: stipendi bassi e orari di lavoro che non si conciliano con le esigenze familiari, un forte individualismo e una competizione sfrenata per il successo sono espressioni del sistema capitalistico che a partire dagli anni 70-80 abbiamo ben concosciuto. Ora ne paghiamo le conseguenze. 

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