LA NUOVA CIRCOLARE PAT SULLA MALATTIA E MOLTO ALTRO

Pat
| 16 marzo 2024

Trento, 16 marzo 2024 - Si continua a dire che l'impiego pubblico deve essere più attrattivo, che il benessere lavorativo deve essere il substrato per un luogo di lavoro salubre e produttivo, che la risorsa più importante di un Ente che produce servizi è il capitale umano. Creiamo “Piani” di ogni tipo, organizziamo festival per la famiglia e andiamo a fare convegni sullo smart working anche all’estero, insomma abbiamo un bel da "fare", pardon, da "dire", perché dal "dire" al "fare" ce ne passa, e anzi sembra che i principi enunciati con enfasi, si mitighino e spesso si infrangano nell'atterraggio sulla realtà della gestione del personale.

Il benessere si misura sull’individuo e sulla fiducia
Premettendo che non vogliamo dimostrare che tutto è gestito male ed anzi, siamo perfettamente coscienti che ci sono molte situazioni virtuose, tuttavia partiamo dal concetto che se vogliamo migliorare il benessere dei lavoratori, non possiamo basarci su una media, ma dobbiamo stanare ed eliminare le criticità, per un solo motivo: il benessere si misura sull’individuo, e nessuno deve esserne escluso. Il rispetto deve essere per tutti!
La causa delle anomalie, secondo noi,  sta fondamentalmente in un pregiudizio di fondo nei confronti dei lavoratori e quindi nella mancanza di fiducia (probabilmente per mascherare una certa incapacità gestionale). Questo porta spesso a frenare sui benefici degli istituti a favore dei dipendenti e ad accelerare su quelli contrari ai lavoratori, con circolari ad hoc, dinieghi e sanzioni.

Alcuni esempi
Partiamo dallo Smart Working: diciamolo chiaro, in pratica è diventato telelavoro centellinato, diminuendo di molto i vantaggi dello strumento;

- ma parliamo anche di conciliazione lavoro famiglia, attenzione alle esigenze personali, sostegno nelle difficoltà e via dicendo: gli strumenti ci sarebbero, ma abbiamo constatato che spesso per un giorno di permesso per esigenze personali si deve andare all'arma bianca; 
- mobilità per pressanti esigenze personali: poco sotto il limite della "mission impossible"; 
- attenzione al corretto affidamento di mansioni rispettose dell'esperienza e delle competenze e delle problematiche organizzative: vediamo dirigenti che scaricano responsabilità a più non posso, nominando tutti preposti o delegando funzioni importanti sovraccaricando i lavoratori che, anche a causa della carenza di personale, sono sottoposti a forte stress.  Vediamo persone che fanno le stesse cose pagate in modo diverso perché il profilo ha un nome differente; vediamo che i carichi di lavoro e le competenze spesso sono fuori scala, e guai provare a cambiare! Tant'è che per fare un esempio limpido, un lavoratore che in primo grado ha vinto una causa per demansionamento da parte del suo dirigente, invece di incassare le scuse del Presidente e del dirigente, è diventato un nemico da abbattere: ha dovuto difendersi prima in Appello e poi addirittura in Cassazione, vincendo! Una vergogna per la Provincia: chi pagherà queste spese? E punire il dirigente non si può?
Vediamo che quando evidenziamo problemi nei servizi, chiediamo spiegazioni e facciamo proposte, per prima cosa qualche illuminato dirigente se la prende con i dipendenti considerati (spesso a torto) i colpevoli delle note scritte dal sindacato per "ammonirli," e poi, come sindacato, siamo costretti a fare interrogazioni in Consiglio Provinciale per avere le risposte dovute.

Vediamo che un funzionario denunciato per avere "addomesticato un procedimento",  dopo l'archiviazione del caso in Procura, invece di avere una nota di soddisfazione e congratulazioni per non essere stato considerato colpevole, si è visto aprire un procedimento disciplinare e, nonostante nessuno abbia modificato o chiesto di modificare il procedimento (era sbagliato o no?), ha avuto una sanzione pesante che comprometterà la sua carriera... E sui casi potrei andare avanti tanto.

La nuova circolare sulla malattia: si perde lo stipendio se…!
Per brevità arrivo alla goccia che fa traboccare il vaso: la nuova circolare sull’istituto della malattia.
Non gronda certo di rispetto per i lavoratori, soprattutto per chi non sta bene. Sembra anzi che chi si ammala sia sospetto… Ci sarà pure chi fa il furbo, e non piace a nessuno, ma sappiamo che nelle formalità sarà sempre più preciso di chi sta male davvero!
Unilateralmente si decide di togliere la paga al lavoratore nel caso in cui, dopo aver fatto presente al proprio medico di avere un problema ed essere stato invitato a stare a casa in malattia, il suo stesso medico si dimentichi di inviare il certificato digitale: dunque ci si rimette la paga, e tanta, perché - come il caso che ora approderà in tribunale -  non lo contesteranno dopo 2 giorni ma magari dopo 10 giorni di malattia senza certificato, senza che nessuno abbia contestato per tempo l'assenza ingiustificata!  La paga per sostenere la famiglia sparisce!
la paga la tolgono anche a chi passa la notte a vomitare e poi al mattino, quando finalmente si è addormentato, telefona al lavoro con UN minuto di ritardo.
Se il ritardo è dovuto ad un ictus, o al viaggio in ambulanza, probabilmente con un po' di carte tutto si risolve, ma se il problema era solo quello di star molto male, sarà dura dimostrarlo. Nonostante sia evidente che non sarà mai un finto malato a dimenticarsi di avvisare che "ha deciso" di stare a casa, e d'altra parte, un malato vero non ha nessun altro buon motivo per ritardare la sua telefonata se non quello di star male veramente.
Ecco, questo è il livello di fiducia! Il livello di rispetto!
Non ha nulla a che vedere con le parole di Fugatti (protocollo politico 14 gennaio 2020): “I lavoratori e le lavoratrici sono il motore del buon funzionamento della pubblica amministrazione ecc, poi ancora “In questo senso la Provincia autonoma di Trento è stata riconosciuta negli anni come una delle Pubbliche amministrazioni di riferimento quanto a efficienza e qualità dei servizi pubblici alla cittadinanza”.
Ancora la tanta differenza tra il dire e il fare. Chissà se il nostro caro Presidente un giorno non si degni di parlare con noi per capire che c’è tanto da fare!?
Crediamo che chiunque partecipi onestamente al funzionamento di una macchina amministrativa che ci viene riconosciuta tra le migliori d’Italia, indifferentemente dal fatto che pulisca le strade, che segua il protocollo o che segua i lavori pubblici o le politiche provinciali…chiunque, che sia anziano e con alle spalle decenni di servizio impeccabile, o sia giovane, animato da voglia di realizzarsi, tutti si sentono offesi da questa mancanza di fiducia.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di persone degne di fiducia!
Dobbiamo denunciare la nostra delusione!
Dobbiamo esigere e partecipare ad un processo in cui si passi dal “dire al fare”.

POSSIAMO e DOBBIAMO FARLO...
non SOLO per noi, ma soprattutto per i GIOVANI
e per UN’AMMINISTRAZIONE MIGLIORE!
COME?  Mettendoci la faccia!

questa è la mia:   
Maurizio Valentinotti - Segretario Fenalt  
e sono a disposizione dei lavoratori.
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