NO AGLI STUDENTI LAVORATORI NELLE RSA

Case Di Riposo
| 16 maggio 2024

Trento, 16 maggio 2024 - “Trasformare gli studenti in lavoratori è il modo migliore per far fallire l’istituto della formazione sul lavoro e per esporre i ragazzi a rischi da cui dovrebbero essere tutelati”. Non ci sta Roberto Moser, vice segretario generale Fenalt (in foto), ad accettare la proposta di Upipa relativa all’assunzione di giovani in corso di formazione. “Per l’operatore professionista – dice Moser, sindacalista di lungo corso nel settore - lo studente è un impegno, proprio perché ha bisogno dell’attenzione che richiede la formazione. Già il tempo per accudire gli ospiti è poco, se poi dobbiamo seguire anche gli studenti in formazione, il sistema sarà destinato a collassare aumentando i rischi per ospiti e lavoratori. Sarebbe irresponsabile pensare di abbandonare i giovani a loro stessi con i carichi di lavoro attuali”. Il tema non fa che riproporre nella sua drammatica evidenza la carenza di operatori nelle case di riposo. “La Presidente di Upipa dichiara che non c’è carenza di OSS. Chi conosce la realtà delle case di riposo – precisa Moser - vi può confermare che ne servirebbero altri 1000, oltre ai circa 3500 di oggi, cioè un 30% in più. Non per soddisfare i parametri, che discrezionalmente decide la politica, ma per sopperire al fabbisogno giornaliero e garantire un’assistenza adeguata ai nostri ospiti”.
Nei giorni scorsi Fenalt ha lanciato l’allarme per il rischio di esodo di operatori dalle case di riposo in occasione del prossimo concorso pubblico in Apss. Da anni il Sindacato lamenta che la differenza contrattuale fra Apss e Apsp è destinata ad aggravare la carenza di personale nelle RSA. “Continuiamo a dirlo – conclude Moser – bisogna mettere mano al contratto e valorizzare il ruolo di OSS e infermieri nelle case di riposo. Bisogna investire nella qualità del lavoro in RSA, non pensare di sfruttare gli studenti per mascherare le carenze del sistema. Per questo quello che chiediamo alla politica e ad Upipa è un impegno serio: il Trentino ha le risorse e le capacità per proporsi come modello in questo ambito, con una riforma che renda attrattivo l’impiego nel sistema dell’assistenza agli anziani”
 

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