RINNOVO CONTRATTUALE: IN TERMINI ECONOMICI COSA CI ASPETTA?

Sanità
| 29 gennaio 2024

TRENTO 29/01/2024 - In questi giorni sono uscite alcune dichiarazioni su organi di stampa a cui è doveroso a nostro avviso fare alcune precisazioni. La Giunta Fugatti ha preannunciato i prossimi aumenti stipendiali del pubblico impiego, nulla di nuovo, le cifre sono quelle che erano state inserite nel famoso protocollo politico del luglio 2023 che, come FeNALT, non avevamo firmato stante le risorse ridicole stanziate.
Come sempre la politica in sede di discussione, ed era successo anche a luglio scorso, dice che valuterà ulteriori stanziamenti utili a soddisfare maggiormente le richieste legittime dei lavoratori e quindi dei Sindacati. Questo ovviamente non è avvenuto, come ribadiamo è stato messo sul piatto quanto preannunciato.
Quando si parla di aumenti contrattuali, e qui veniamo alla situazione del comparto Sanità, ci si trova a dover far fronte a molte esigenze; la parte politica stanzia dei soldi ma la partita non si limita poi a definire l’aumento dello stipendio base (che è forse la prima cosa che ci si aspetta). Il grosso problema, e questo è il ruolo della contrattazione, è valutare le esigenze e definire delle priorità perché tutto è chiaro che non si riesce a fare.
Gli stessi soldi stanziati dovrebbero coprire non solo l’aumento dello stipendio base, ma anche l’aggiornamento delle indennità, degli incarichi, come d’altronde il cercare di retribuire meglio i rientri in servizio sempre più frequenti.
Senza contare che poi il rinnovo contrattuale prossimo dovrà concentrarsi anche su partite rimaste aperte da molti anni e che chiedono risposte, ad esempio l’ampliamento dei permessi retribuiti, il cambio divisa a chi ancora non lo percepisce ma sono solo due esempi di come non è solo l’aumento stipendiale che costa ma anche i diritti costano. Dovrà anche essere rivista la classificazione del personale, le modalità con cui si assegnano le progressioni economiche.
Tutto questo discorso per ribadire quanto andiamo dicendo da luglio scorso, dove era chiaro che con le risorse stanziate nel protocollo saremmo riusciti a dare solo l’aumento tabellare e poco più. Forse sarebbe stato meglio fare un lavoro unitario allora, puntare i piedi, per esigere subito l’aumento delle risorse da parte della Giunta, senza affidarsi alle promesse della politica e ai vari “faremo e vedremo” che per ora sembrano sempre più l’affidamento ad una buona stella.
Le risorse erano già pochissime, non lo sono diventate oggi.
E che ognuno si prenda le proprie responsabilità, dei messaggi che si veicolano e di cosa si firma; lamentarsi di quanto si è sottoscritto diventa poi estremamente difficile.

 

 

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