RSA: LA CARENZA DI PERSONALE E' STRUTTURALE

Case Di Riposo
| 21 giugno 2024

Trento, 21 giugno 2024 - Il problema dell’assistenza agli anziani in una società in cui l’aspettativa di vita si allunga e il tasso di natalità è in calo è un aspetto fondamentale della qualità di vita di una comunità. Non fa eccezioni il Trentino dove la carenza di personale nelle case di riposo è un’emergenza quotidiana. Nei giorni scorsi l’assessore provinciale alla sanità, Mario Tonina, ha addirittura invocato la possibilità di stabilire accordi internazionali per attrarre OSS e infermieri. Stupisce quindi apprendere dalla presidente di Upipa che per i “posti sollievo” non ci sarebbero problemi di personale. “E’ vero che i posti sollievo nelle RSA trentine sono pochi – commenta Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt, sindacato di maggioranza nelle case di riposo trentine - e che ne servirebbero di più, ma non si può far passare l’idea che essi non pongano problemi di personale, solo perché già previsti in organico. La realtà non va mistificata né si devono alimentare illusioni. Nelle RSA trentine i problemi di personale sono strutturali. Si pensi che secondo le nostre stime servirebbero altri mille operatori oltre gli attuali in servizio. E’ vero, quindi che i posti andrebbero aumentati, ma non va taciuto il problema della carenza di organico, altrimenti si sta solo discutendo di parcheggi per anziani. E questa non è assistenza, ma business.”
Da anni Fenalt sostiene la necessità di rivedere i parametri del rapporto ospiti/operatori per aumentare la qualità dei servizi e alleviare le condizioni di lavoro. “Se è vero che l’aspettativa di vita si allunga – precisa Moser – è altresì vero che si è alzata anche l’età media degli operatori che ormai si avvia verso i 55 anni. E ciò pone problemi non trascurabili in un lavoro pesante come quello degli OSS”.
Nel corso del tempo le RSA trentine hanno visto cambiare profondamente anche la tipologia di utenti e incrementare i casi di patologie gravi: “Oggi le RSA sono vere e propri e cliniche con esigenze assistenziali di elevato livello. Quindi non è accettabile che si reclamino più posti senza sottolineare la necessità di dare risposte adeguate sul versante del servizio. Il personale è stremato dai carichi di lavoro, disincentivato dalla difficoltà di conciliare vita familiare e professionale, demotivato da stipendi non gratificanti. Non si può andare avanti così. È quotidiano per noi il confronto con mamme o padri che non sanno come gestire i figli, con figli che non sanno come gestire i genitori anziani. L’assistenza non può fare a meno di queste persone e non può non tener conto delle loro necessità. Non stiamo parlando di una catena di montaggio che può essere automatizzata”. Conclude Moser.
Fenalt precisa anche di essere ancora in attesa della convocazione promessa dall’assessore Tonina nei mesi scorsi per aprire un tavolo di confronto dedicato alla risoluzione dei mali che affliggono le case di riposo ed auspica che ciò possa avvenire prima della pausa estiva.
 

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