RSA: NO ALL'APPELLO DI UPIPA. I POSTI LETTO AUMENTANO SOLO SE CI SONO ASSUNZIONI. LE CASE DI RIPOSO NON SONO UN BUSINESS

Case Di Riposo
| 22 aprile 2024

Trento, 22 aprile 2024 – Resta stupito Roberto Moser, responsabile Fenalt per le case di riposo, nell’apprendere dell’appello di Upipa per ulteriori posti letto nelle RSA trentine: “Se Upipa dice che mancano 1.400 posti letto, noi diciamo che mancano 1.400 operatori. Sono sconcertato dal fatto che Upipa enfatizzi la mancanza di posti letto e non quella degli operatori. Significa non aver capito, da parte di chi ha responsabilità in materia, che le case di riposo non sono dormitori, non sono un business, ma luoghi di assistenza basati sulla relazione umana”.
Fenalt ricorda come la grave carenza di personale, determinando carichi di lavoro non sostenibili per chi è in servizio, pregiudichi gravemente la qualità dell’assistenza, soprattutto per gli ospiti non autosufficienti o in gravi condizioni di salute: “Non possiamo considerare i nostri anziani dei pacchi da relegare in soffitta!” – esclama Moser. “Si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto e di relazione umana perché le case di riposo oggi sono cliniche per soggetti gravi, spesso non autosufficienti”.
L’appello di Upipa cade proprio nel periodo dell’anno in cui gli operatori stanno programmando le ferie estive. “Nella gran parte delle strutture – racconta il sindacalista - si stanno delineando situazioni paradossali. Per consentire ai colleghi due settimane di ferie estive, quelli che restano al lavoro si troveranno a fare i salti mortali più di quanto facciano ora”.
Malgrado il recente aumento delle rette e gli stanziamenti della PaT per salvare i bilanci in rosso, il Sindacato lamenta la mancanza di assunzioni: “Al punto in cui siamo giunti, bisogna avere il coraggio di abbandonare la logica emergenziale e di avviare una riforma del settore in cui sia completamente rivisto il rapporto fra operatori e posti letto e in cui si intervenga per rendere più attrattiva la professione. Senza una progettualità di questo tipo, chiedere posti letto in più significa solo peggiorare l’assistenza. E questo non lo vogliono neppure i familiari.”
Fenalt confida nella recente promessa dell’assessore provinciale alla salute, Mario Tonina: “L’assessore si è impegnato a convocare nei prossimi mesi un tavolo per fare il punto sul settore” – ricorda Moser. “Quello sarà il contesto in cui confrontarsi e assumere decisioni che mirino al benessere di ospiti e operatori. Bisogna che sia ben chiara una cosa: la qualità dell’assistenza percepita dagli anziani è direttamente proporzionale al benessere degli operatori. Se chi lavora sta bene, è più facile che siano contenti anche gli ospiti. Altrimenti rassegniamoci pure a trattare i nostri anziani come pacchi da accatastare in soffitta. Ma è questo quello che vuole la società trentina?”

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