TELELAVORO E SMARTWORKING CONTRO IL CONTAGIO
Trento, 8 marzo 2020 - La chiusura delle scuole sul territorio nazionale decisa col DPCM 4 marzo 2020 quale misure di contenimento del contagio da Covid-19 ha creato seri problemi anche a molte famiglie trentine che si trovano costrette ad affrontare il tema della conciliazione della cura dei figli con l’orario di lavoro. Per questo, a fronte dei reiterati inviti da parte del Governo centrale all’applicazione di misure di lavoro agile anche in deroga ai contratti locali, gli Enti pubblici trentini hanno deciso di dare il buon esempio. La Provincia autonoma di Trento oggi vanta più dell’11% dei dipendenti che lavora da remoto. I dati di gennaio dicono che sono 474 i dipendenti che operano, o in modalità smartworking (183) o in modalità telelavoro da casa (291) su un totale di 4062 dipendenti di cui 3400 fanno attività telelavorabili. Si può fare meglio e la situazione attuale sarà sicuramente di stimolo all'attivazione di altre misure. Anche la Camera di Commercio di Trento in questi giorni ha messo in funzione una trentina di posizioni di telelavoro – in aggiunta a quelle introdotte in via sperimentale ad inizio anno - per agevolare i genitori con figli costretti a casa dalla chiusura delle scuole. In effetti oggi la gran parte delle relazioni fra imprese e PA possono essere gestite per via telematica attraverso una pluralità di strumenti e di portali. Ci auguriamo che l’esempio di PaT e CCIAA possa essere seguito non solo da altri enti pubblici, ma anche dal mondo delle imprese perché il Covid-19 sia almeno l’occasione per dare un reale impulso alla digitalizzazione del Paese.