LE DIFFERENZE SALARIALI FRA UOMINI E DONNE IN EUROPA

Economia E Lavoro
| 26 maggio 2023

Trento, 26 maggio 2023 - Il divario di genere (gender gap) nelle retribuzioni e nelle pensioni dei cittadini europei resta un nodo tutto da sciogliere. Dietro al dato statistico, di per sé poco eloquente, si celano motivazioni in grado di comprendere meglio i fatti. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Unione europea e risalenti al 2021, è del 12,7% il divario retributivo medio di genere nei Paesi dell'Unione. Il divario pensionistico, invece, arriva a circa il 30% (dato 2018). Le differenze più alte sono state registrate in: Estonia (20,5%), Austria (18,8%), Germania (17,6%), Ungheria (17,3%) e Slovacchia (16,6). Il Lussemburgo ha colmato il divario retributivo di genere. Altri Paesi con divari retributivi di genere inferiori nel 2021 sono: Romania (3,6%), Slovenia (3,8%), Polonia (4,5%), Italia (5%) e Belgio (5%).
La stessa Ue ha analizzato quelle che possono essere le possibili cause di questo divario: le donne svolgono spesso lavori in part time, perché sono tra coloro che più si prendono carico dei figli e dei lavori domestici, preferendo la famiglia alla carriera. Inoltre, sono di più le donne che, rispetto agli uomini, lavorano in settori a bassa retribuzione come, per esempio, la sanità o l’istruzione, ma sono di meno quelle che ricoprono posizioni dirigenziali: nel 2020 queste costituivano un terzo (34%) dei dirigenti nell’Ue, sebbene rappresentassero quasi la metà dei dipendenti.
 

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